Rassegna storica del Risorgimento
PESCANTINI FEDERICO
anno
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1934
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pagina
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383
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Appunti e Notizie
IL
Nyon-Suissè, 4 agosto 1847 Mio caro Galletti,
Ti ho spedito da Berna in una mia l'articolo che feci inserire nel Nouvelliste. Ti spedisco oggi la Brochure che ho fatto qui stampare, ed in cui pure troverai il tuo nome, là dove tocco delle cose d'Italia. Ti giungerà? Desidero saperlo tosto. Come pure, se il giornale diretto a Mattioli già, e che ho quest'oggi istesso diretto a Zambeccari, gli sia giunto. Le cose di Svizzera sono sempre nello stato di prima tra la pace, e la guerra, un giorno quiete e l'altro strepito. Però si tocca al termine. Io m'interesso moltissimo alle cose della Svizzera, ma l'Italia è per me come un'amante infedele, è pur sempre adorata, e lo stato massimamente dei nostri paesi mi tiene in un'ansia continua. Voglio anch'io venire a lottare con Voi, o a godere dei frutti di tanti affanni. Finche le truppe Svizzere disonorano se stesse, e la nostra patria, non mi deciderò, ma spero, che l'istituzione della Guardia nazionale, sarà stata la loro sentenza di morte. Dunque, dunque, io penso a ripatriare, e ripeto, onde lottare, e godere con Voi. Che ne dici?
Perchè non scrivi nell'Italiano? Questo giornale abisogna (sic) assoluta-mente una più grande varietà nelle materie che tratta, e massima poi deve entrare a discutere, e combattere le opinioni degli altri giornali. Là sta la vita del Giornalismo. Bisogna pure emancipare il nostro paese dai fogli stranieri, creandone noi tali, da non lasciare a quelli più niente d'agiungere (sic). Insomma, panni che Vitaliano quantunque diretto da ottimi Italiani abbia bisogno di ampliarsi per non imbozacchire. Ho letto nei pubblici fogli con molto piacere il nome dell'Av.to Morandi, corredato dal titolo di Pro Governatore di Roma. Insomma Pio IX non poteva fare né meglio né di più, e tocca a noi ora a fare il resto. Il solo tuo nome però mi è parso di buon augurio nella tanto importante organizzazione della Guardia Nazionale a Bologna. Minghetti è buono e bravo, ma ciò non basta. Pure io spero, e tu mi confermerai presto, scrivendomi, nella mia speranza.
Addio
Il tuo aff.mo
m9 P.Ì in.
Firenze, 5 Dec.bre 1847 Mio caro Beppe
Il Mazzini è a Londra, e non ha per ora voglia di spostarsi di là. Ne sono stato assicurato da un rao corrispondente.
Sospendete les demarches per la sottoscrizione svizzera. La cosa essendo già finita, i danni non sono stati tali da eccitare un'offerta spontanea, generale, quasi per entusiasmo. Tutti qui abbiamo sentito che ciò non si poteva ottenere, che con una serie di fatti gloriosi, e molte sventure. Per questa felice conclusione pure, io non precipiterò più la mia partenza per la Svizzera. Sto ora in aspettativa di una risposta da Roma, ma dubito che per ora mi si lasci rientrare; La mia lettera ha fatto troppo alzare il naso a molli, -che protesteranno contro di me Basta sarà quel che sarà. Dopo domani escirà la mia settima in cui parlo di moderati e di esaltati
. e cosi via discorrendo, e se non m'inganno è la più salata. La vedrai. Ci ho
messo tutto il mio sale Poi in una ultima ed ottava, che oscura pure fra pochi giorni, ti nomino, e ti tratto come meriti. Se tì comprometto tanto peggio per te, che imparerai a fare una miglior scelta dei tuoi amici.
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