Rassegna storica del Risorgimento

PESCANTINI FEDERICO
anno <1934>   pagina <385>
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Appunti e Notizie 385
Mio carissimo Galletti Livorno, 15 luglio 48
Ho ricevuto la tua del 7 ma d'allora in poi il nostro Pio ha risposto all'indi­rizzo dei Deputati. Sci tu ancora Ministro di Polizia? Se avessi dato la tua dimis­sione, sarebbe questa una nuova sciagura per lo Stato per tutti noi (e lo dico perchè ne sono convinto) per lo stesso Pontefice. Pio nostro deve esser grande, e rispettato, deve terminare l'opera incominciata, e Noi nulla potremo senza di Lui. Ma egli non vuol guerra, e senza guerra, si risponderà, come avremo un'Italia? Per Dio, io credo, ch'Egli la sappia più lunga degl'istessi generali, non che dei Deputati. Ah! Galletti mio, se io dal nostro campo ti scrivevo parole alquanto scoraggianti il facevo perchè la trista realtà mi saltava agl'occhi [sicj da tutte le parti. Ordine, e disciplina, sono parole vuote di senso per quasi tutti noi, e onde compiere la nostra rigenerazione bisogna incominciare dall'A.B.C. Che vuoi? Se io avessi seduto alla Camera, avrei votato con Pio IX, e non coi Deputati.
Del resto se hai voglia, e tempo di parlare di questo argomento tradenti col maggiore Foschini, ajutante del general Ferrari che ti reca la presente. Foschini, bada bene, potrebbe passare agl'occhi di un par mio, per un moderato, e più anche, eppure io dico Amen già a tutto quello che ti dirà, perchè egli è uno di quegli uomini pieni di un senso squisito, d'infinito tatto, e che va sempre diritto al quia. È molto legato col Lovatelli, il quale è egli pure uomo di questa taglia, ed io poeta, grido, che oggi abbiamo bisogno di realtà.
A rivederci a Roma, perchè se tu non mi fai legare, vengo ad abbracciarti, ed ad abbracciarvi mia sorella. Dunque a rivederci presto.
Il tuo F. Péscantini A Sua Eccellenza Il Sig. Aw.to G.e Galletti Ministro Generale dì Polizia
Roma (A questa lettera è unito il seguente biglietto):
,.. * ,, ... Livorno 15 luglio 1848
QUO caro balletti
Doveva recarti la presente il magg.re Foschini. Il Batello con cui doveva partire non giungerà che il 20, se pure. Dunque te la spedisco, poiché è scritta, ed aggiungo che il Console Pontificio ti scrìverà oggi, o domani relativamente al mio passaporto, qui esistendo contro di me sempre gli antichi ordini.
Dalla tua risposta adunque dipenderà il giorno della mia partenza. Addio intanto, ed al solito TuMo tnQ flff mQ
Federico Péscantini
VIL Mio caro Galletti
Desidero ti sia nota la qui unita circolare.
Jcri l'altro traversai la Peretta ove visitai il card. Amat che mi accolse gra­ziosissimamente. Vi era pure il Senatore, Galeazzo Fabbri, e il nostro Gherardi. Firenze pare tranquilla.
Io partirò per la Svizzera il 10, o l'undici corrente. Firenze 2 sett.bro.
Addio 11 t110 aff.mo
Federico