Rassegna storica del Risorgimento
1849 ; REPUBBLICA ROMANA (1849) ; MELONI ALESSANDRO
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1934
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392
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392 Appunti p Notizia
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UN EPISODIO DELL*ASSEDIO DI ROMA: 1019 (Comunicazione del professore Ersilio Michel)* Tra le carie e i documenti che servirono a F. D. Guerrazzi per scrivere VAssedio di Roma e ebe si trovano oro depositate nella Biblioteca Labronica o Comunale di Livorno, ve ne sono varii relativi al capitano Alessandro Meloni di Imola, che prese parte nel 1848 alla difesa di Vicenza e poi di Bologna e nel 1849 alla difesa di Roma, contro i Francesi, morendovi da prode. Notevole, fra gli altri documenti, questa lettera di un commilitone, fors'anchc di un concittadino, del Meloni:
Imola 22 aprile 1870
Sull'alba del 12 Giugno 1849 il Reggimento Unione movea dal Palazzo Corsini in Longara fuori porta S. Pancrazio colTordine di sloggiare il nemico da diversi ridotti nei anali erasi fortificato il giorno antecedente per ispingere i snoi lavori d'approccio.
Il Secondo Battaglione veniva quindi disposto in drappelli (sezioni) e queste spinte in diverse alture fra i trinceramenti nemici per impadronirsi di ridotti (Casini) adiacenti ad una vigna in piano rilevato cinta di un muro tenuta pur essa dai Francesi, nel mentre che il T' Battaglione era tenuto alle spalle del secondo per prestare rinforzi e proteggerne in caso la ritirata.
I nostri drappelli occupavano facilmente le posizioni dei ridotti che il nemico abbandonava lasciando viveri e munizioni con simulata fuga, e ciò all'intento di concentrarsi entro quella vigna nel cui recinto erano già stabilite con terrapieni costruiti nella notte parecchie batterie. Visto il buon successo dei ridotti occupati dai nostri, fu allora che il Maggiore Panizzi comandante il Battaglione pensò di discacciare il nemico anche dalla forte posizione che sembrava voler mantenere all'oggetto di battere in breccia (come poi avvenne) tra Villa Barberini ed il terzo bastione a sinfctiv di Porta S. Pancrazio, e riunito il resto del Battaglione, assalire sul Iato di Villa Corsini i Francesi discacciarli e distruggerne i lavori, ciò che ci avrebbe resi padroni anche delle batterie ivi collocate. Ma il tempo sebbene brevissimo posto ad ordinare la Colonna d'attacco diede l'adito ai Francesi di dare l'allarme ai propri! accampamenti, già a contatto immediato di quella posizione, e ricevere dei subitanei rinforzi, per lo che il Panizzi si trovò ben presto ili front P ad un numero considerevole di forze nemiche, dinnanzi a cui risoluti i nostri a non indietreggiare per qualunque; evento, esaurite le munizioni, di cui forse non avevano fatto il risparmio al principio dell'attacco, si diedero a lanciare sul nemico accovacciato dietro il muro, i rottami ed i sassi che dalla parte estema rinvenivano sotto il muro stesso. Qui fu che il prode Maggior Panizzi, e il Capitano Fanti, e gli Ufficiali Cremonini e Giordani lasciarono la vita; qui che gli Ufficiali Bagni e Mattioli furono mortalmente feriti, il primo al fronte e l'altro al volto, e qui pure di ferite crivellato il Capitano Alessandro Meloni da Imola, che dopo 15 giorni di atrocissimi spasimi la patria e l'Armata Romana ebbe a piangerne la preziosa esistenza; cgual sorto toccava più tardi al Tenente Ghigi che pur si era sperato di salvare. Anche il numero dei Sottufficiali e Militi rimasti sul terreno in quella deplorabile giornata fu considerevole, e non ebbe a cessare neppure finito l'attacco perchè molti nel darsi al pietoso uificio di raccogliere le salme de* valorosi estinti!, ed apprestare soccorso ai feriti che giacevano colà tra i cadaveri abbandonati trovarono pur essi la morte colpiti dai Cacciatori di Vin-cennes che appositamente si tenevano per questo appiattati. Tra quei militi generosi è da menzionare il Nesii fratello ad un Cameriere di Papa Mestai che essendo l'uomo attinente (allora detto Ordinanza) del Capitano Meloni, e ad esso affezio-natissimo. recatosi in erorso del caduto suo Comandante, rimase cadavere sotto