Rassegna storica del Risorgimento

anno <1934>   pagina <442>
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de Vecchi di Val Cismon
Di qui nasce in noi, non il desiderio di clamori pole­mici, ma lo stimolo irresisJSbile del dovere quello di riportare coi modesti mezzi che sono a nostra disposi­zione le cose scomposte o disordinate sul piano e nell'or-Mw loro. Conosciamo il costume dei più petulanti, sia fuori delle file del Regime, sia fra coloro che sono vissuti nella bambagia, troppo morbida per allettare agli studi severi che per noi hanno costituito il riposo nel fragore di tre guerre, e sopratutto costituiscono F otium fra le gravi responsabilità di oggi e le battaglie di domani, alle quali le generazioni nuove debbono essere da noi preparate e condotte ancora. Quando il salutare scapac­cione correttivo scatta, allora sono jpiagnistei senza fine ed un po' da tutte le parti ti vien regalato dell'impulsivo, del manesco, dell'imprudente, dell'impolitico : tutte ge­nuine e fondamentali qualità fasciste che il colpito, ed un poco anche la buona gente quieta, si ostinano a conside­rare come difetti.
Ci corre l'obbligo di coscienza di non lasciar passare neppure un minuto per dichiarare che, posti al bivio fra il venir meno al dovere della chiarezza senza equivoci, al dovere della dimostrazione che siamo pronti in ogni ora a riprendere il posto di combattimento nella nostra casella gerarchica, ben conoscendo chi sta sopra e chi sta sotto, ed a menar le mani con talune attitudini, le quali in un tempo che non è ancora storia, se pure a troppi ap­pare preistoria eramo beBJnote, ed il pericolo ed il danno di apparire meno ordinati, meno prudenti, meno equili­brati, preferiamo l* azione , senza la quale appari-