Rassegna storica del Risorgimento

SOLFERINO E SAN MARTINO
anno <1934>   pagina <451>
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La battaglia di S. Martino 451
appartato col Re Vittorio Emanuele e gli aveva mostrate notizie allarmanti per quella minaccia prussiana sul Reno, che ahbiam detto desiderata e sollecitata da Francesco Giuseppe e causa non ultima della sua ripresa offensiva. L'imperatrice Eugenia già consigliava di profittare della situazione vittoriosa per con­cludere fin d'allora una qualunque pace onorata. Lo scontro avvenne così su questo terreno non ricercato e non voluto dai due eserciti nemici; ed è perciò che la grande battaglia è chia­mata dai tecnici militari una battaglia d'incontro .
Non saprei se queste due parole vogliano definire nell'arte della guerra un sistema perfetto di combattere piuttosto che non uno alquanto difettoso. So che uno storico francese colto ed acuto l'ha chiamata con chiaro motto di spirito ce une bataiUe de sol-dats e so che fu una grande battaglia ed una fra le più sangui­nose che la storia registri nella seconda metà del secolo de­cimonono.
n terreno di questa grande battaglia è quello che ci ospita fra tanto splendore di natura e con tanto rigoglio di vita. Una specie di acrocoro collinoso di bassa ma non facile collina more­nica ai margini della pianura lombarda fra il Chiese ed il Mincio e fra il Garda e la pianura mantovana. Era allora com'è oggi ridente di pampini e di messi mature ed in piena mietitura. Le baionette dei nostri soldati tagliarono allora il pane fresco ed il grano e la vite; ed ogni cosa fu intrisa del sangue sparso per la più santa delle cause, cosi da potersi pensare rinnovato qui nel fecondo sacrificio il miracolo della Eucaristia per la Patria rinascente.
La collina di San Martino sulla quale stiamo era fortemente tenuta dall'ottavo Corpo d'Armata imperiale. Il feld maresciallo Benedek l'aveva fatta occupare quando le sue truppe, in marcia per Castel Venzago, San Pietro e Rivoltella su Lonato e Desen-zano, si erano scontrale colle l'orti ricognizioni dell'esercito sardo,