Rassegna storica del Risorgimento

SOLFERINO E SAN MARTINO
anno <1934>   pagina <457>
immagine non disponibile

La battaglia di S. Martino 457
' . . -
La vittoria, ottenuta a prezzo di molto sangue con imperfetta unità di comando, veniva afferrata definitivamente con due ca­riche del secondo squadrone dei Cavalleggeri di Monferrato dopo le ore 20 della sera. H cozzo violento ed eroico dei ventiduemila Piemontesi contro queste posizioni assai difficili, riafforzate da trinceramenti campali e dai solidissimi appigli tattici e tenute da oltre ventimila nemici col doppio di bocche da fuoco, si era chiuso in una lotta veramente epica che non ha timore di qua­lunque confronto. Al feld-maresciallo Benedek, che si era bra­vamente battuto e che aveva non meno bravamente impegnate le sue soHde truppe, non fece troppo onore la tracotante relazione seguita alla battaglia. La storia registra senza equivoci che egli fu battuto ; che non ebbe a ritirarsi se non dopo di essere stato battuto e non dopo di avere respinto gli attaccanti come troppe volte vien fatto di leggere nelle relazioni dei comandanti che hanno la peggio che Benedek e Giulay ebbero ad imitare per consolarsi della sconfitta. Gli scontri di San Martino e di Ma­donna della Scoperta sono, come ho detto, azioni pressoché isolate di una grande inorganica battaglia, una fra le più vaste del tempo.
Mentre queste cose avvenivano sulla nostra parte di fronte, fin dalle ore 6 l'esercito francese alleato aveva incontrato le avanguardie nemiche, dalle ore 9 si batteva contro il centro e l'ala sinistra dell'esercito imperiale. All'imperatore Napo­leone HI come a Vittorio Emanuele e come a Francesco Giu­seppe l'azione non era apparsa in tutta la sua entità che quasi a mezzo il giorno. Allora Napoleone III aveva saputo con esat­tezza della fortissima resistenza incontrala dagli Italiani verso l'ala sinistra delle forze alleate ed aveva deciso di compiere il massimo sforzo per sfondare il centro a Solferino. La decisione era in questo momento logica e veggente, posto che la battaglia aveva inopinatamente assunti i caratteri di un attacco frontale contro posizioni favorevoli e ben munite prese dal nemico.
L'assalto fu dato alle alture di Solferino impegnando tutte le forse fino alla estrema ris'èrva della Guardia imperiale. Alle
in