Rassegna storica del Risorgimento

SOLFERINO E SAN MARTINO
anno <1934>   pagina <459>
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La battaglia di S, Martino 459
posizioni che il suo esercito teneva nel giorno 22 : appoggiate al Mincio, rafforzandole e munendole di artiglierie quanto maggior­mente fosse possibile. Da Volta egli era passato a Valeggio e di qui nella notte a Villafranca. Ma l'estrema ala destra di Benedek alle ore 17 resisteva ancora tenacemente, così che è provato come sol­tanto alle ore 21 pervenisse l'ordine dell'Imperatore che pre­scriveva la ritirata generale in via definitiva, quando anche al­l'Vili Corpo era toccata già la sconfitta non riparabile. La riti­rata avveniva senza inseguimento da parte delle forze franco­piemontesi alleate. Il carattere assunto dalla battaglia della quale Napoleone III telegrafò la sera stessa all'imperatrice chiaman­dola grande bataille et grande vìetoire è chiaro come non consen­tisse ormai più il grande inseguimento. La manovra era necessa­riamente mancata, e pertanto l'azione frontale, nata dalle non prevedute circostanze, imponeva quella lotta di logoramento, sia pure di una sola giornata, che la storia militare registra. Ma la storia militare e civile segna a lettere d'oro nella virile vicenda delle guerre questa azione nella quale, ancora una come tante altre volte, Italiani e Francesi avvicinati da uguali supremi inte­ressi gareggiarono in eroismo dando invero superbo spettacolo di sprezzo del pericolo contro un nemico al quale sarebbe stupido oltraggio negare il più fiero valore.
Col mancato inseguimento rimaneva in piedi, se pur battuto, l'esercito imperiale. Gli rimanevano le formidabili posizioni che raggiungeva senza sforzo e diètro a quelle rimaneva in piedi, più potente che mai, l'impero austro-ungarico; che soltanto poco più di cinquantanove anni dopo l'Italia, compiuta ed unita, doveva distruggere a Vittorio Veneto, Alla battaglia di San Martino e Solferino segui una pace che parve sventura e fu fortuna, anche perchè preparava le condizioni per nuove alleanze le quali i governanti non poterono o non vollero allora conehiudere.