Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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1934
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Aldo Romano
triumvirato mazziniano. Dal bailamme della proclamata repubblica s'alzerà poi, cara ed ascoltata, la voce dì Giuseppe Mazzini e tutta la vita politica di Soraa assumerà un tono sempre più religioso, avrà una coscienza italiana sempre più profonda.
Quando Carlo Pisacane vi giunse da Livorno, 1*8 marzo del 1849 (1), si era ancora all'inizio della formazione spirituale della repubblica. Il Triumvirato mazziniano non era ancora fermato, ed il pericolo dell'occupazione francese ancora lontano.
La situazione politica italiana, tra l'altro, pareva ancora favorevole alle speranze : Toscana e Sicilia ubere, il Lombardo-Veneto tutto in subbuglio, ed il Piemonte si apprestava a rompere l'armistizio (12 marzo) e a riprendere la lotta con l'Austria. Lo Stato romano anch'esso aveva scosso ancora una volta il giogo del dominio temporale e, quantunque attraversasse una laboriosa crisi di assestamento interno, poteva considerarsi, per il momento, uno dei più forti d'Italia, perchè non circondato ancora, come Venezia e la Sicilia, dalle armi legittimiste, e perchè sorretto da uomini di capacità politiche di gran lunga superiori a quelle di coloro che, per esempio, reggevano in quel momento il governo della Toscana. Prospettive abbastanza rosee di stabile ordinamento liberale arridevano adunque a coloro che venivano ad offrire la loro opera a prò' della nuova Repubblica.
Il Pisacane muoveva a Roma non spinto da interessi pratici, né dalla speranza di far rapida carriera in grazia di autorevoli amicizie : era quasi del tutto sconosciuto ai più. Il Mazzini ricordava appena di averlo visto ...tra quel turbinio di esuli che la dedizione regia rovesciava da Milano e da tutti i punti di Lombardia nel Canton Ticino , nelle more di guerra seguite all'armistizio di Salasco; ma quasi nulla sapeva di lui, né aveva avuto modo di apprezzare le rare doti militari e patriottiche dell'antico allievo della Nunziatella ed ex tenente nell'esercito borbonico. Ma lo vide, discusse con lui: bastò un'ora di col- loquio scrisse più tardi (2) perchè l'anime nostre si antrace telassero, e perchè io indovinassi in lui il tipo di ciò che ce dovrebbe essere il militare italiano, l'uomo nel quale la scienza, (C raccolta in lungbi studi ed amore, non aveva addormentato,
(1) // Monitore romano, Giornale ufficiale della Repubblica 12 marzo 1849, p. 182.
(2) G. MAZZINI, Ricordo di Carlo Pisacane, Roma, Daclli. 1886, voi. XI degli Scruti edili ed inediti a cara di A. Saffi, p, 25.