Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno
<
1934
>
pagina
<
465
>
Carlo Pisacane e la Repubblica Romana 465
della Commissione dì Guerra fu indispensabile per la difesa della città, ora che di giorno in giorno si facevano sempre più minacciosi i pericoli d'intervento straniero* Il Papa, infatti, continuava ad esorcizzare e a gettare anatemi da Gaeta, e l'An-tonelli a tessere intrighi: dal 18 febbraio si erano messi ad invocare l'aiuto delle potenze cattoliche, ed il Regno delle Due Sicilie, la Spagna, la Francia e l'Austria si apprestavano ad inviare corpi armati per la restaurazione del governo pontificio negli Stati Romani. L'occupazione di una parte del territorio del Ferrarese era anzi già iniziata (8) ed era prevedibile che anche sul confine borbonico, difeso dai volontari di Garibaldi, si iniziassero presto operazioni di guerra, poiché il governo di Ferdinando II, proclamando lo stato d'assedio in tutti i paesi del Regno posti sulla linea di confine, dava prove non dubbie di ostilità (9). Intanto, proprio in quei giorni, gli Austriaci varcavano il Ticino sotto Pavia (20 marzo) per concludere di li a poco sui campi di Novara la guerra, e la Francia repubblicana, per prevenire le mosse della sua rivale, si preparava ad inviare le suo truppe nel Lazio.
L'atmosfera che si era creata in quei giorni a Roma per le notizie provenienti dall' estero, era incandescente, eroica. Le questioni maggiormente dibattute nelle sedute dell'Assemblea (10) erano quelle concernenti la preparazione della prossima guerra, e di ciò parlarono spesso il Mazzini, Enrico Cer-nuschi, il Deputato Audinot. I pericoli più urgenti erano ancora quelli rappresentati dall'atteggiamento ostile dell'Austria e delle Due Sicilie. Garibaldi, infatti, annunziava il 21 marzo che i borbonici, quantunque presi dalla guerra di Sicilia, concentravano la truppa al confine (11), e che avrebbe guardato con i suoi legionari la zona minacciata: lo stesso giorno, per scongiurare l'altro pericolo, partivano da Roma verso Bologna diecimila uomini sotto il comando di Luigi Mezzacapo, il cui nome, come comandante dell'armata del Po, fu suggerito forse
(8) LBOVINSON E. Giuseppe Garibaldi e la sua legione nello Stato Romano -1818-49, Roma, 1902, I, p. 121 scg.
(9) LoEviNSów, (op. eh.), p. 124.
(10) Le Assemblee, ecc. (voi. ciL), Per le questioni principali sulla guerra tir. le pog. 754, 755, 757 aeg. 784 scg.. 817-20, 823, 834, 843 aegg. 851, 853 aeg., 891, 894 seg., 905, 907 seg., 914, 945, 949 seg., 963, 967 aeg., 978 aeg., 997, 1010 aeg.
(11) LOEVINSON, (op. citi) P- 127.