Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno
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1934
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pagina
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467
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Carlo Pimam e e la Repubblica Romana 467
delle opinioni che avevamo una loro verità essenziale ed una salda base di concretezza.
Così in questo caso. Secondo il Mazzini e qui Pisacane è d'accordo con lui per fare la guerra è indispensabile che il popolo sia pronto, che vi sia l'entusiasmo del popolo. Occorreva dunque, che tutte le classi che componevano la Repubblica avessero una chiamata speciale, che ad ogni categoria di abitanti fosse presentato, sotto tutti gli aspetti, il problema della guerra :
a Quando poi avrete trovato quello che abbisogna a sostenere la guerra, bisogna che troviate quello che è necessario a dirigerla. <t Per dirigere la guerra avete necessità di un potere; di un potere che, quanto più i capi sono straordinari quando l'urgenza è grave, sia rivestito di un potere straordinario, abbia in se un concentrale mento di facoltà straordinarie. Sia che il potere rimanga quello che e è, sia che ne facciate uno nuovo, dategli queste facoltà, rivestitelo di nuova potenza direttrice suprema. Quello che si chiama genio delle forze umane, non è che un concentramento di tutte le forze umane sopra un punto dato. Quella che si chiama vittoria in guerra, e non è che frutto di un concentramento di tutte le forze sopra un punto dato. Abbiate dunque un potere uno* un potere capace di tutta l'energia richiesta dalle circostanze, un potere che possa, sopra la propria responsabilità, fare e disfare... (14),
Mazzini era decisamente per l'intervento armato in Lombardia, anche se questo dovesse essere procrastinato e adeguato man mano alle circostanze che si venivano maturando. La sua scarsa esperienza delle cose di guerra, e l'interesse politico accen-tuatissimo lo spingevano a fomentare piuttosto la già accesa lotta tra l'Austria e il Piemonte, che.- .ad ingaggiarne una nuova nell'Italia meridionale: ciò, naturalmente, non poteva essere accettato dal Pisacane, il quale, a torto o a ragione, (e l'esperienza slorica ci dirà che aveva torto e ragione insieme) si era allontanato con disdegno dalla lotta che si faceva in Lombardia (15), e, prevedendo imminente la sconfitta dei Piemontesi, reputava che si dovesse abbandonare a se stesso un esercito che aveva avuto così inabili ed impolitici capi. La posizione ideale di
(14) Le Assemblee, ecc., (voi. cii,) P; vfe .'86 !!?
(15) A. ROMANO, La formazione della coscienza politica di Carlo Pisacane: ti. 1848. Ne La Nuova Italia,, Fiyeme, 1932, fuecic. VlI-VIIl, pp. 268 segg., 296 segg.