Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno
<
1934
>
pagina
<
468
>
468
Aldo Romano
Pisacane è dunque pencolante tra i concetti rivoluzionari generali del Mazzini e le opinioni particolari dei federalisti lombardi. Ne era il solo a pensarla così a Roma, giacché nello stesso giro di tempi Enrico Cernuschi svolgeva nell'Assemblea delle idee che certamente trovarono Pisacane aderente. La politica che in quell'epoca svolgeva il Piemonte per mezzo del Gioberti, non era tale del resto da sollevare gli entusiasmi di uomini come quelli, che avevano per insofferenza antialbertina lasciato i campi di Lombardia: già nel novembre del '48 il gabinetto piemontese seguiva una politica di accostamento verso la Santa Sede, ed essa fu continuata, anche dopo la fuga a Gaeta, prima dal Pareto e poi dal conte Martini (15 bis); d'altra parte il contegno tenuto dal Gioberti nei rispetti della dittatura toscana, e le offerte ebe egli fece al Granduca esule, legittimavano l'opinione del Cernu-scri e del Pisacane. Oltre a questi elementi, un altro decisivo li spingeva a guardare, contrariamente al Mazzini, verso Napoli: il governo borbonico era il nemico più vicino, ed anche il più pericoloso, perchè la sua linea di operazione sullo Stato Romano poteva essere lunga di 180 miglia, da Por iella alla foce del Tronto (16):
... la guerra che noi dobbiamo fare diceva perciò il Cer-nuschi non è soltanto contro l'Austria, ma forse contro Napoli. Nessuno ignora che Napoli è amica dell'Austria. E' inutile che noi vogliamo nasconderci il nostro pericolo, è nostro dovere anzi pensarci. Non dico che dobbiamo muovere la guerra a Napoli, che in ciò rispetto le iniziative del Gabinetto, ma l'Assemblea può pensare e può provvedere energicamente che la Repubblica non sia minacciata dal lato Napoli... ,
e leggeva, approvandolo pienamente, un brano del discorso pronunziato dal deputato savoiardo Jacquemond al Parlamento subalpino :
a fino a che il regno di Napoli non sarà rivoluzionato, fino a che non avrà esso al pari di noi, abbracciata la causa italiana, fino a che
(15 bis) Per la storia della politica piemontese verso la S> i"., cfr. TORRE, (op. cit.ì. I, 73 segg. Sulla missione Rosmini, della quali; non ci siamo indugiati a parlare solo perchè estranea all'assunto della nostra trattazione, si vegga F. PAOLI, Della vita diM Rosmini-Serbati, Torino,1880, pp. 212 . pasWimfc
(16) G. D* AMBROSIO, Relazione della campagna militare folta dal Corpo Napoletana negli Stali della Chiesa l'anno. 1849, Napoli, Tip. Militare, 1852, p. 7.