Rassegna storica del Risorgimento

PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1934>   pagina <469>
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Carlo Pisacane e la Repubblica Romana 469
sarà sotto la pressura di una reazione borbonica locale, non solamente sarà nullo per noi, ma la stessa sua potenza diventerà la più peri­colosa nemica dell'indipendenza italiana. II Borbone di Napoli, alleato con Radetszky, sotto gli auspici del vecchio spirito del Mettermeli che librasi ancora sulla sventurata Italia, il Borbone di Napoli... terrà Roma e Toscana in allarme, con continue minacce di un attacco alle epalle; ei paralizzerà le loro forze; neutralizzerà la Sicilia a nostro riguardo, e con questa fatale combinazione, noi saremmo anche per la seconda volta soli a sostenere il combattimento contro il barbaro invasore d'Italia... (17).
Da queste idee discordi Pisacane incominciava a trarre una sua personale convinzione che, pur rimanendo sotto l'influenza di quelle di Mazzini, se ne discostava in molti punti rispetto ai problemi particolari. Ma sopratutto incomincia ad entrare nella coscienza del Nostro una convinzione fondamentale che sarà il chiodo su cui egli batterà per tutta la vita. Quello che occorreva, per vincere la lotta contro i diversi tiranni, era un comune concetto, cioè l'affiatamento tra tutti i vari combattenti italiani, i cui sforzi dovevano essere convergenti ad una unica meta: è, come si è visto, anche il pensiero di Mazzini. La sua critica alla guerra del biennio rivoluzionario, quantunque confu­samente, sarà svolta in seguito tutta intorno alla mancanza di questo concetto direttivo da cui dipese la scarsa comparteci­pazione del popolo (idea di Mazzini) che non veniva attratto da quelle promesse di miglioramento sociale che lo avrebbe spinto alla lotta con più ardore (idea di Cattaneo e Ferrari) (18). Pisacane predicava già da quel tempo l'unità dell'idea motrice, non l'unità delle forze politiche contingenti, sia pure rivolte allo stesso scopo. Per il successo della rivoluzione italiana era necessaria infatti un'intesa tra le tre repubbliche (Venezia, Fi­renze e Roma) contro i tre Stati monarchici (Austria, Piemonte e Napoli), i quali erano meno nemici di quanto si potesse cre­dere. Questo era essenzialmente la convinzione del Nostro in quei giorni del marzo 1849, quando era ancora viva in lui l'esperienza del '48 e l'influenza di Carlo Cattaneo, e quando
3it) Le Assemblee, ecc., (voi. cii.). p. 818 seg.
(18) Ciò è stalo visto acutamente da ALDO FERRARI, / precursori del movi­mento socialista in Italia. In Nuova Rivista Storica, a. X (1926), fase. I, pp. 17 scg, Cfr. anche i passi che egli cita del PISACANK stesso; Guerra combattuta' in Italia nel 1848-49, Roma, 1906, ed. Maino, pp,. 312, 318, 322.