Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno
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1934
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pagina
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471
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Carlo Pisacane e la Repubblica Romana 4fl
damente già da quel tempo questo dissidio fondamentale sul quale si basava la politica romana; vedeva chiaramente i peri*-coli a cui si andava incontro, ma non aveva tale autorità da scongiurarli. Doveva assistervi fremendo e tacendo : ce In Roma scriveva ancora in uno scritto che è un po' l'atto difensivo del suo operato (21) in Roma mi trovai ad un posto contrario al mio carattere, alle mie naturali inclinazioni; ho aborrito sempre le;'cancellerie; avrei le mille volte preferito il comando di un battaglione. Subii la mia posizione e mi tenni strettamente nel limite delle mie attribuzioni... .
Le attribuzioni del Pisacane in quell'epoca erano, come s'è visto, quelle del riordinatore dell'esercito. Egli non poteva far altro che un programma amministrativo e tecnico, ma, ciò malgrado, il progetto che la Commissione presentò all'Assemblea verso gli ultimi giorni di marzo concerneva implicitamente un disegno aggressivo e difensivo. Il progetto proponeva di rinnovare l'organico dell'esercito portando il numero dei militi di tutte le armi a 45000 o a 50000 uomini; nessuna distinzione tra i reggimenti denominati soltanto con un numero progressivo e composti dalla fusione dei battaglioni isolati; eguaglianza dei salarii per tutti i diversi corpi. Se ne sarebbe ricavata l'istituzione di undici reggimenti di linea, eccettuata la legione garibaldina che non era possibile amalgamare con gli altri corpi. Più importante, dal punto di vista strategico, fu la protesta fatta, nello stesso rapporto dalla Commissione, contro le ricerche fatte per assoldare un generale straniero ed una legione estera: l'esercito romano doveva essere esclusivamente italiano. Pisacane, che aveva della guerra una concezione scientifica appresa sui trattati e sulla esperienza storica delle guerre napoleoniche, avrebbe voluto che l'esercito fosse concentrato in un solo campo, che fosse possibilmente Terni, punto eminentemente strategico, donde potevasi egualmente prendere l'offensiva su Napoli, oppure, in caso d'invasione, attaccare efficacemente qualsiasi nemico che si presentasse sotto le mura di
{21) C. PISACANE, Lettera sulle Memorie relative alla spedizione ed al Combattimento di, VeUetrìv di P. Rasetti, in. Éa ìVoce della libertà, settembre 1854.