Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno
<
1934
>
pagina
<
472
>
472
Aldo Romano
Roma (22). Ma poiché l'interesse politico obbligava la Commissione a rispettare la suscettibilità municipale di Bologna, propose due campi, uno a Terni e l'altro in quella città della Romagna; e fu chiamato dall'armata del Po.
Lo stesso giorno che all'Assemblea fu presentalo questo progetto, veniva annunziata la disfatta di Novara. Era la rovina delle speranze di tutti coloro che avevano sperato nella soluzione della crisi lombarda; ma l'annunzio colpì egualmente anche quelli che nella riuscita della lotta ingaggiata dall'esercito piemontese non riponevano eccessiva fiducia. Data l'urgenza di risolvere una situazione così critica, il progetto pisa-caniano passò in seconda linea e fu respinto senza la dovuta considerazione. H 29 marzo veniva sciolto il Comitato esecutivo della Repubblica ed istituito il Triumvirato mazziniano. Nel successivo rimpasto Ministeriale la Commissione di Guerra, ossia effettivamente il Pisacane che ne era l'anima e tutto, assunse la direzione del Ministero della Guerra. Nell'atto di assumere il potere la Commissione lanciò ai soldati un proclama, che, per la nervosità dello stile e la caratteristica di certi pensieri, quale quello della guerra di insurrezione, appare indubbiamente del Pisacane (23). Ritornavano in esso i concetti espressi nel progetto di riforma respinto dall'Assemblea; era formulato il proposito, mantenuto dal Nostro fino alla fine della Repubblica, di combattere finché all'Armata fosse rimasto l'ultimo dei soldati. Ormai l'ora epica di Roma incominciava ad appressarsi.
(22) C. PISACANE, Guerra, (cit.), p. 225. Le critiche fatte al progetto pisa-caniano sono rapidamente esposte dal TORBE, (op. cit.), v. I, 237-9 e dal GABUSSI, Memorie per servire alla Storia della Rivoluzione degli Stati Romani, Genova, 1850, p. 190.
(23) Da II Monitore Romano, n. 64, 5 aprile 1849: Ministero di Guerra e Marina - Ordine del giorno del 4 aprile - Soldati! La Commissione di guerra si crede in dovere, nell'assumere temporaneamente il Ministero, di esternare i principi che stabilisce a base del suo operare. Essa crede di far eco ai sentimenti di ogni buon cittadino con l'abolire nell'Armata i privilegi e lo disparità: Tutti figli dell'islessa madre, tutti armati per Tistessa causa, non vi dev'essere più favoritismo: il merito è il solo che stabilisce il grado. La divisione è la ruinn della Nazione e dell'esercito. Uno dev'essere il centro da cui partono lutti gii ordini, cieca l'obbedienza; quindi la Commissione fa appello ai buoni, onde reprimere l'insubordinazione e l'indisciplina dei tristi. Il soldato della Repubblica bisogna che sìa saldo e compatto nelle sue file per essere terribile all'inimico. Egli servo un prlwJipjUH un'idea; quindi, bandite le servitù individuali nel Superiore, bisogna che rispetti la legge.