Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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1934
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Aldo Romano
disciplina generale dell'esercito, che aveva bisogno, per essere libero e tempestivo nei suoi movimenti, di una direzione unica, ponderata, inflessibile.
Era questa anche un poco l'opinione del Mazzini, ma questi, con maggiore opportunità politica, cercava di non manifestarla apertamente per non provocare ima rottura che avrebbe irreparabilmente scisso i poteri della Repubblica. Con Pisacane, invece, il dissidio non tardò a scoppiare.
Già il 10 marzo, quando Pisacane non era ancora entrato nella direzione delle cose militari, e il pericolo dell'intervento francese era ancora lontano, il ministro della guerra, dopo un focoso proclamo antiborbonico di Garibaldi ai popoli della Sabina, aveva esortato il Generale a non lasciarsi trasportare dal sno animo generoso all'offensiva y>, giacché a conveniva, al contrario, togliere al Borbone qualunque pretesto per assaltare la Repubblica (33). Passato del tempo, ed avendo concentrato il nemico altre truppe, Garibaldi aveva di nuovo perduto la pazienza, e, senza pensare che tale risoluzione avrebbe reso sempre più difficile e precaria la situazione, il 6 aprile annunciava che non bisognava lasciarsi sfuggire la possibilità di tentare un colpo sugli Abruzzi (34) creando eosì un diversivo ai moti di Sicilia (Catania era in procinto di cadere in mano alle truppe regie, e difatti quel giorno capitolava). Un'idea simile, che avrebbe provocato il disordine in tutto il programma già stabilito, che era quello di non attaccare per primi a nessun costo, per non dare alle potenze reazionarie d'Europa un qualsiasi pretesto per muovere la guerra temuta, ed il pericolo che Garibaldi, con la sua consueta irruenza, la realizzasse, indussero il Pisacane a rispondere lo stesso giorno con tono fermo: la marcia delle truppe napoletane verso Cìvitaditcale poter es' sere una provocazione, e bisognare in alcun modo rispondere; in caso di reale occupazione di gr ritorio ritirarsi su Temi (35).
(33) LOEVINSON, (op. cit.), I, pi>. 126 seg.
(34) A. S. R., (loc, cit.), voi. 85, fase. 194. È pubblicala in LOEVINSON, (op. cit.),. epirt* " 56, voi. Ili, p. 64. Cfr. anche voi. I, 127.
'(Ì35-MV S. R., (loc. cit.)* voi. 85, fase. 194. Gir. LOEVINSON, I, 128; GA-fiussi III, 76* Ecco la lettera (autografa doc. Ili): <t Al cittadino Garibaldi, Comandante in Capo del Corpo dei Partigiani Cittadino, La marcia delle forze napoletane verso Civita-Ducale è diffìcile che rappresenti un'invasione immediata; tutt'al più sarà una provocazione. Lei, Citta (di)no, si atterra strettamente alle seguenti disposizioni: 1" In caso di provo unzione cercherà di tenere a freno la