Rassegna storica del Risorgimento

PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1934>   pagina <479>
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Carlo Pisacane e Iti Repubblica Romana 479
Questa lettera mostra, in tutta la sua estensione e profon­dità, quale fosse in realtà il conflitto G aribaldi-Pi Bacane : quan­tunque esso rimanesse ancora trattenuto entro la burocratica compostezza rli lèttere d'ufficio, appare chiaro che Pisacane, avendo già preparato il suo piano offensivo e difensivo di Terni, non poteva permettere che nel seno stesso dell'esercito gli si preparassero intralci. In verità il Pisacane, in quella occasione, cercò tutti i mezzi che in buona fede gli sembrarono più utili al raggiungimento della salvezza della Repubblica: più che la guerra alla spicciola, fatta con scaramucce dannose alla compat­tezza unitaria dell'esercito, egli ammetteva che in caso di neces­sità si operasse un ripiegamento: tanto più che Terni era la città designata da lui per un concentramento generale delle forze, e anche in caso d'invasione straniera, borbonica o austriaca che fosse, era il punto migliore per una nuova partenza in cam­pagna. La grave colpa di Garibaldi consisteva, per Pisacane, nel non sapere attendere la prova del fuoco con quella calma e compostezza che sono il vero indice della forza. Garibaldi, in verità, nulla aveva fatto perchè di tale accusa non lo si dovesse accusare: il principio del mese di aprile era stato tutto un in­dire e disdire: avrebbe voluto abbandonare Rieti per accorrere di nuovo in Lombardia (36); avrebbe voluto marciar su Bo­logna per operare, insieme alle truppe toscane liguri e piemon­tesi, contro l'odiato austriaco (37); ora voleva marciar sugli Abruzzi. Non aveva tregua. Respinte le sue idee, e richiamato all'ordine, creava nuove difficoltà alla Commissione di guerra.
sua truppa, e non dare motivo alcuno di collisione. 2 In caso di invasione, ella ripiegherà, anche senza battersi, su Terni - - .é (Condurrà seco tutti quei ciIladini di buona volontà. Se poi le forze nemiche fossero tali, da poter farle testa, cer­cherà in tal caso di sostenersi col suo nolo valore. Ma abbia sempre in mira che il nostro sforzo principale, e disperato, dev'essere con tulle le forze riunite, quindi, evitare per quanto è possibile che l'armata sia danneggiata battendosi in dettaglio. Saranno già a Bua conoscenza le disposizioni date dulia Commis­sione di riconcentrare le truppe, ne potevasi fare altro per rimediare alla disper­sione in cui ai trovano. - La Commissioni; idi Guerra non cessa mai di ranco-mandarLe l'unione e l'accordo acciò tutto vada per lo meglio e anche sempre inculcare alle sue truppe di acquistarsi, con la disciplina, rumore dei popoli, altrimenti nelle circostanze terribili li troveremo freddi - Salute (e) fratéll(anza) -Per la Connn. Pisacane .
(36) LOEVINSON. lop. citij)y I, 128; GARIBALDI, Epistolario, (ed. Xiiueues), IL 194.
(37) LOBVINSON, (op. cit.), I, 129.