Rassegna storica del Risorgimento

PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1934>   pagina <488>
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Aldo Romano
occorso confermava qualche anno dopo (63) che l'eser­cito romano fosse uscito dalla città: che dalla via di Viterbo avesse presa una posizione di fianco rispetto alla linea d'ope­razione dell'esercito francese alla volta di Roma: così, oltre a conservare l'iniziativa (cosa importantissima, specialmente sul proprio territorio, giacché il nemico è costretto a secondare i piani, spesso capziosi, di chi conosce il terreno), l'esercito ro­mano avrebbe potuto ritirarsi sul Tevere superiore ove già si concentravano i sette battaglioni provenienti dall'Ascolano per l'ordine ricevuto di concentrarsi a Terni, a II nemico con­tinua Pisacane non avrebbe potuto internarsi senza esporsi a certa ruina; ed i Romani, riunita l'armata tutta e chiamate alle armi le popolazioni delle Romagne, potevano attaccarlo e distruggerlo .
Dissentiamo perciò dal Rosselli, il maggiore e più completo biografo del Nostro (64), quando asserisce che ce dal punto di vista strategico Pisacane e qualche altro che la pensava come lui avevano perfettamente ragione; da quello morale e poli­tico, invece, era nel giusto Mazzini, quando protestava contro l'assurdo errore che costoro commettevano di considerare Roma uè più ne meno di una qualunque posizione, abbandonata la quale, si potesse scegliere, per la difesa, una migliore . Certo è, invece, che anche per il Mazzini la questione morale passava in secondo piano, o, per lo meno, esisteva perchè sor­retta da una sua opinione politica, che i fatti posteriori dove­vano dimostrare del tutto infondata.
È assai chiaro, infatti, che il Mazzini, illudendosi, commet­teva alle ragioni morali una ragione strettamente politica che gli faceva sperare la vittoria. Della Francia della seconda repub­blica egli si era formata un'idea che non corrispondeva alla realtà : la sua grande simpatia per Ledru-Rollin, per Pierre Leroux e Louis Blanc gli faceva credere che veramente fosse questione di giorni l'avvento della democrazia al potere, e che all'Assemblea costituente del '48 dovesse seguire una Legislativa del tutto conforme alle idee più avanzate del nuovo partito socia­listico e del radicalismo anticattolico. Le elezioni di maggio gli
(63) PISACANE, Guerra, ecc., (cit., p. 225).
(64) ROSSELLI, (op. cil,, p. 71). Queste osservazioni sono state da me già mosse al R. nel mio articolo Carlo Pisacane ed uno storico recente in Rassegna Sto-rica Napoletana, 1933, n. 2.