Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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1934
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Aldo Komwio
zione, dotalo di quella potenza d'iniziativa che trova la vittoria dove il nemico, fidando nella scienza tradizionale, non prevede l'assalto... ; che era sopratutto l'uomo al quale si potevano affacciare i più arditi consigli sicuro che egli non li avrebbe respinti unicamente perchè in apparenza erano contrari alle cosidette regole dell'arte bellica... (79): egli senza avvedersene tracciava il profilo essenziale di Carlo Pisacane, giacché lo definiva in tutto ciò che questi, con la sua chiara concezione della guerra, rappresentava il superamento di Garibaldi e di Mazzini insieme. Solo più tardi il Mazzini capì quello che a Pisacane era apparso chiaro fin da principio: che la guerra doveva necessariamente portarsi fuori di Roma (80) e che la difesa dell'Urbe era la proroga di una inevitabile sconfitta. A Pisacane stesso, per le sue funzioni, toccò probabilmente di redigere l'ordine di ritirata a Garibaldi. Ma questa volta egli avrebbe voluto che l'azione fosse continuata, sia pure con maggiore regolarità tattica, minore temerarietà e più senso di disciplina. Egli vedeva chiaramente che una sconfitta che non fosse stata ben definitiva, avrebbe accresciuto il puntiglio dell'Oudinot, gli avrebbe fatto chiedere maggiori rinforzi, gli avrebbe assicurato, in un prossimo futuro, la vittoria. Infiniti elementi gli davano la certezza delle intenzioni radicalmente ostili dell'inviato a Civitavecchia e dell'approvazione della maggior parte dei membri dell'Assemblea Francese alla spedizione in Italia. Ciò il Mazzini si ostinava a negare: ma in effetti il partito dominante in Francia, come appare dai discorsi pronunziati dai suoi campioni, i Drouyn de Lhuys, i Falloux, i Montalembert, i Thiers, era per la restaurazione pontificia in senso moderato e liberale. Tale fu anche l'atteggiamento del Ministro degli Esteri che assunse più tardi, insieme al dicastero, l'eredità della politica antiromana : Alessio de Tocqueville. Tutti costoro ignoravano l'apporto dottrinale che il nuovo regime aveva portato nella politica italiana e romana, e più ancora avrebbe portato in avvenire sul terreno strettamente politico e legislativo: essi non potevano fare altro che
(79) MAZZINI, Ricordo su C. Pisacane, (cit.), p. 33. Prima del Pisacane fu per qualche giorno, più di nome che di follo, Capo dello S. M. Giuseppe Galletti. Cfr. A. M, GÌKSÀLBEHTI, Il Capo di Stato Maggiore della Repubblica Romana del '49, in Rassegna Storica del Risorgimento, a. XD* (1925), fase. 3.
(80) TIYAHONI, L'Italia durante il dominio, usfriaco, II, 395; cfr. LOEVBISON, (op. cit.). I, 162 n.