Rassegna storica del Risorgimento

PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1934>   pagina <496>
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496 Aldo Romano
A Roma si preparò subito la difesa: il 2 maggio si seppe che l'esercito borbonico aveva iniziato la marcia contro il terri­torio della Repubblica ed era giunto ad Albano senza colpo fe­rire (82). Ad accrescere le preoccupazioni dei comandanti ro­mani si era manifestato, qua e là, lungo la linea di confine, con atti sporadici di brigantaggio, lo spirito reazionario provocando incidenti e repressioni non lievi.
Con lo scopo di porre riparo a simili inconvenienti, di dare una severa lezione ai reazionari, e nello stesso tempo di sopperire alle necessità finanziarie della difesa, il 3 maggio si bruciavano in Campo di Fiori molte carrozze di cardinali e si emetteva un ordine per la requisizione degli argenti (83); il 4 veniva occupato il palazzo dell'Accademia di Francia al Pincio. Ma essendo subito incominciate le requisizioni arbitrarie, suscitando da ogni parte reclami alle autorità, l'Àvezzana pubblicò un proclama in cui tutti i cittadini erano diffidati a non consegnare oggetti di sorta senza un ordine della Commissione militare (84): una lunga serie di delitti e soprusi segui però il proclama (85), tanto che il Pisacane fu costretto a scrivere a lungo sul Monitore affinchè non venisse più dispregiata e manomessa la legge, e non si recas­sero, con simili disordini, dannosi intralci alla disciplina e alla difesa (86). Erano gli inevitabili disordini e sbandamenti che precedono la guerra improvvisa.
Più grave di questi incidenti di ordine interno fu lo scontro avvenuto a Palestrina tra la legione di Garibaldi, e l'esercito bor­bonico, perchè esso, quantunque di scarsa importanza militare, dimostrava chiaramente che era inevitabile il conflitto con la truppa del Re di Napoli (87). Roma adunque veniva ad essere minacciata da entrambe le sponde del Tevere e grande do­vette essere la preoccupazione del comando militare: si era saputo inoltre che Ferdinando II si era messo in relazione con
(82) PISACANE, Guerra, ecc., (cit.), p. 237.
(83) Monitore, ecc. p. 409; SPADA, (op. cit.), HI, p. 451 segg.
(84) Monitore ecc., S maggio, p. 420.
(85) Vedili elencati dal reazionario ma esatto SPADA, (op. eie), ibidem.
(86) Monitore, ecc., 7 maggio, p. 427, Lo scritto del Pisacane è riportato dallo SPADA, (op. cit.), HI, p. 433. Egualmente a firma Pisacane sono gli ordini (in A. S.R.* loc. cit., v. 90, fuse 226-27) affinchè gli oggetti d'arte fossero raccolti nello sale del Vaticano perchè la guerra non li danneggiasse.
(87) Sullo scontro di Palestrina, sul quale non indugiamo perchè non esistono documentazioni dell'opera del Pisacane, cfr. LOBVJNSON, (op. cit.)., Jpj, 171-80.