Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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1934
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497
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Carlo Pisacane e la Repubblica Romana 497
1 Oudinot, e che questi gli aveva comunicato il giorno 11 di aver ricevuto nuovi rinforzi dalla Francia e che il suo esercita trovavasi su un piede di guerra formidabile; che avrebbe potuto, passando sulla riva sinistra del Tevere, attaccare la parte debole di Roma; ma trovandosi il corpo napoletano da quel lato non lo farebbe, e che si sarebbe accontentato di stabilire un corpo a S. Paolo, per essere padrone delle due rive e così poter appoggiare maggiormente i movimenti dei Napoletani (88).
Il pericolo era dunque urgentissimo. Si aggiunga a ciò il fatto che anche Tarmata austriaca operava negli Stati Romani : il 7 maggio un distaccamento del Winipffen era entrato in Ferrara, il giorno dopo tutta la truppa di costui si era accampata alle porte di Bologna, quasi totalmente sguarnita di guarnigione dopo il richiamo del Mezzacapo (89), ed aveva iniziato l'assedio, (Bologna capitolerà il giorno 16, eroicamente, alle 6 pomeridiane).
Ad arginare tutto questo torrente di difficoltà occorreva certo un esercito disciplinato e pronto alla guerra, un esercito, sopratutto, che avesse un capo assai esperto di guerra, che conoscesse la logistica locale, e che godesse la simpatia dei combattenti, tra cui incominciava a circolare un certo spirito di insofferenza municipale per quei capi stranieri che venivano a comandare un esercito che non conoscevano. Occorreva dunque un generale romano. Ciò fu la ragione del rimpasto che fu operato nelle alte sfere militari il 14 maggio: si scisse la carica di Ministro della Guerra da quella di generale in capo dell'esercito, e a quel posto fu nominato appunto il colonnello Pietro Roselli, romano, con il grado di generale di divisione : Garibaldi fu promosso allo stesso grado, Pisacane passò alla dipendenza del Roselli (90). Questi mutamenti, in un istante di crisi durissima, non furono del tutto opportuni: in primo luogo si creavano tra il Comando dell'esercito, il Ministero della Guerra ed il Triumvirato con pieni poteri, delle nuove interferenze di autorità: ma, sopratutto, mettendo alla dipendenza del Roselli il Garibaldi (che aveva egual grado, oltre ad avere più ingegno
(88) D'AMBROSIO, (op. cit.), p. 24.
(89) PISACANE, Guerra, ecc., (cit.), p. 238 aegg.
(90) Monitore, p. 460; SPADA, (op. cit.), Ili, 482; PISACANE, Guerra, ecc., (du)< 241 ; D'AMBROSIO, (op. eh.); TORRE.