Rassegna storica del Risorgimento

PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1934>   pagina <498>
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Aldo Romano
e maggiore spirito di iniziativa), si veniva a creare una peri­colosa autonomia direttiva nei due generali, della quale non si tardarono a veder le conseguenze, in capo a cinque giorni, al combattimento di Velletri. Tutto ciò che non era cosa dappoco sarebbe stato ancor niente se al posto del Roselli vi fosse stato un uomo, per capacità tecnica e mentalità rivolu­zionaria, diverso da lui: purtroppo invece la nostra esperienza storica non può oggi che riconfermare il giudizio che su lui dette lo stesso Pisacane :
... Roselli era fornito di molte cognizioni militari, concepiva snlla carta un piano di battaglia con la precisione di un trattato. Ma all'aperto, ove alle regole di tradizione bisogna sostituire i propri concepimenti, benché intrepido al fuoco, diventava un uomo inca­pace di dar la benché minima disposizione, ed ascoltava i consigli e i suggerimenti di qualunque individuo... (91).
e altrove :
... Roselli era dotato di una passiva virtù; al nome della patria tutto sacrificava: ma questo nome non era capace di cambiare la sua naturale docilità in una rigidezza indispensabile nella sua difficilissima posizione. Quindi accordando ai due generali eguali poteri, non era altro che fare di Roselli un subalterno... (92).
Infatti Pisacane aveva ragione. La storia delle giornate ro­mane che precedettero il 20 maggio registra dei fatti notevoK dai quali dipesero tutti gli avvenimenti posteriori: e poiché alla reale responsabilità del Roselli si è aggiunta quella ipote­tica del Pisacane, bisogna esporre con ordine la situazione e studiare per quanto è possibile quale sia stata la precisa opera del Nostro in questa occasione.
Dei tre eserciti che muovevano contro la repubblica, il più pericoloso per disciplina e per numero di soldati era quello austriaco, che si trovava, però, assai lontano dalla base cen­trale della guerra e non rappresentava un pericolo imminente per la libertà di operazione dell'esercito romano. Rimaneva adunque l'esercito dell'Oudinot, accampato sulla sponda destra del Te-
(91); PISACANE. in La voce della libertà* (city). (92) PISACANE, Guerra, ecc. i'cltvV. 273.