Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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1934
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505
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Carlo Pisacane e la Repubblica Romana 505
infra di truppe, sostenuta da due piazze forti Capua e Gaeta e difesa dal Garigliano e dal Volturno. Il generale Roselli rispose esser pronto ad eseguire tale ordine, ma ne palesava gli inconvenienti, onde scaricarsi di qualunque responsabilità (108). Con lo scontro di Velletri si era preclusa la possibilità di operare una sorpresa e di giocare il colpo di testa: si inviò, adunque, Garibaldi coi i suoi legionari nell'inseguimento del nemico fin nel territorio di esso più per una dimostrazione di forza che per una vera azione militare.
Anche il bilancio del fatto d'arme di Velletri presenta perciò le caratteristiche di tutte le azioni militari della Repubblica fino a quel momento : una vittoria che aveva allontanato o diffamato l'esercito invasore, ma sterile tuttavia perchè in ultima analisi non risolveva nessuno dei problemi vitali della difesa. E le ragioni di questo interno difetto di tutte le operazioni militari a cui si è assistito fino a questo momento, vanno ricercate ancor oggi in quella mancanza di direttiva che corrodeva e guastava tutte le mosse politiche e militari della Repubblica. Mazzini, Roselli, Garibaldi, Pisacane, erano tutti, come singoli, ottime persone. Ma, a metterli insieme, che guai! I guai naturalmente, tanto più erano grossi, quanto più di essi prevaleva il parere dei più dottrinari e dei meno esperti. Anche questa azione si chiude, per esempio, col pieno fallimento dell'opera di Pisacane: ma, a parte le circostanze di fatto che furono quelle che dovevano essere, e la storia non può permettersi di giudicare, si può ben dire che se di tutto ciò un'idea viva rimane, essa è proprio l'idea logica e irresistibile idea affermata con consapevolezza e perfino con petulanza l'idea di Carlo Pisacane.
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L'esercito romano rientrò nella capitale il 22 maggio, lasciando, come si è detto, solo il corpo di Garibaldi ad inseguire nella ritirata, anzi nella fuga vergognosa l'esercito napoletano, ce II territorio della repubblica sgombro dal nemico che lo invase da queste parti, una vittoria nuova che può contare la nostra
(108) PISACANE, Guerra, ecc., p. 246.