Rassegna storica del Risorgimento

PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1934>   pagina <513>
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Carlo Pisacane e la Repubblica Romana 513
che opponevamo al nemico col pomposo nome di trinceramento in­terno era superato; nhin ostacolo materiale ci separava da esso, ohe padroneggiava il Gianicolo .
Col fallimento di questo piano s'inizia l'agonia della Repub­blica. Che valeva che il giorno dopo, 12 giugno, due com­pagnie del Reggimento Unione andavano quasi al macello per attaccare quéi francesi che operavano lavori di consolidamento sulle posizioni conquistate? Le speranze ormai incominciarono a declinare. Il giorno 13, l'Oudinot, a cui le condizioni degli assediati erano note, inviò la prima intimazione di resa. Ma no, Roma non si arrende ancora, non si può arrendere: le monarchie capitolano, le Repubbliche muoiono dice eroica mente il Mazzini a nome dell'Assemblea. E la lotta, impari e strenua, continua ancora.
Continua la difesa di Roma sotto il fuoco incessante, sel­vaggio, delle artiglierie. I difensori hanno ancora qualche proiet­tile e dei fucili, e sanno farne uso I soldati di Roma si battono ancora in tutti quei giorni uno al 19, combattono fuori Porta del Popolo, conquistano quelle collinette circostanti fino a Ponte Milvio. poi, respinti anche da quelle posizioni, si asserragliano nelle ville Borghese e Poniatowski padroneggiando ancora lungo terreno fuori le mura (125).
Ciò malgrado ogni giorno che passa dimostra sempre più l'inefficacia della difesa. Altre notizie che sono venute dalla Francia, sui moti della quale tanto si era illuso il Mazzini, sono ormai sconfortanti: il 13 giugno quella minoranza dell'As­semblea Nazionale che era ancora favorevole alla Repubblica Romana, era stata dispersa nella sommossa per le strade, e il Ledru-Rollin si era dovuto rifugiare con molti suoi compagni in Inghilterra (126). La lotta continuava intanto quasi fino all'e­stinzione dell'ultimo calore, ma, tranne il postremo episodio di Villa Spada, non si riaccenderà più con l'ardore del 30 aprile e del 3 giugno. Con Roselli sempre oscillante e incerto, e senza una direttiva precisa, a Pisacane non resta altra attività che redi-
(125) PISACANE, Guerra, ecc., (cit.), p. 262-3.
(126) LOBTINSON, (op. cit.):, I. 257.