Rassegna storica del Risorgimento
PISACANE CARLO ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
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1934
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521
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Carlo Pisacane e la Repubblica Romana 521
compagna, una diecina di giorni dopo (143), quando già la reazione trionfava completamente. A Roma non spirava ormai più aria per un uomo della sua tempra. Dopo qualche momento di dubbio, circa la nuova meta d'esilio, Pisacane partì, sconfitto e senza speranza, con la sua fedele Enrichetta. E sbarcò, con Bartolomeo Galletti e con l'ex triumviro Saliceti (144), sulla ormai odiosa terra di Francia, a Marsiglia, il giorno 30 di quell'infausto luglio 1849.
VII.
Roma eroica ed immortale aveva vissuto cinque mesi epici, nei quali ogni difensore aveva fatto del suo meglio per mantenere alla rivoluzione italiana il suo naturale ed indispensabile centro d'irradiazione. Nel rovinìo generale di tutte le illusioni quarantottarde, Roma era stata la postrema dimostrazione della forza indistruttibile del grande spirito italiano, era stato l'unico fuoco abbacinante e non illusorio. Per la sua posizione geografica che la rendeva come il cuore d'Italia, Roma, assai più che Venezia, era il punto cruciale dal quale si poteva diramare ogni iniziativa, ogni ripresa, ogni riscossa rivoluzionaria. Era la vera capitale d'Italia. Il suo fascino millenario ed irresistibile aveva attratto ed avvinto gli uomini dalle tendenze più disparate, dalle menti più raziocinanti, dai temperamenti più glaciali, e aveva infiammato gli animi ed armato i petti d'una passione nuova. Gli uomini che partivano da Roma dopo l'eroica difesa della Repubblica erano passati come a traverso un enorme crogiuolo purificatore, e ora portavano impresso nella mente il ricordo delle ore epiche a cui avevano partecipato, recavano in sé stessi la consapevolezza di aver compiuto le azioni più maschie della rivoluzione italiana.
Ognuno di quelli che si allontanava dalla città poteva dire di aver attinto in Roma una fede nuova, concreta. Era la fede che una irrevocabile missione aveva assegnato Iddio agli Ita-
(143) Cernii, (citr), p. xnr. M44) ROSSELLI, (op. cit.) p. 91.
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