Rassegna storica del Risorgimento

FR?JUS (TRAFORO) ; SOMMEILLER GERMANO
anno <1934>   pagina <533>
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Di Germano Sommeìtler e del Traforo del Fréjus 533
Carlo Alberto che vi assisteva personalmente ogni mattina, con tutto il suo Stato Maggiore, per attestare quanta importanza egli annettesse alla risoluzione di quel problema. Nel 1851 il Cave ideava un cilindro in cui movevasi uno slantufo, la cui asta portava uno scalpello ricevente dall'aria compressa un movi­mento rettilineo alternativo che gli faceva battere colpi frequenti ed energici contro la roccia; nel '52 già adoperavasi nel monte Hoosac in America un congegno formato da un grosso tamburo orizzzontale munito di una trivella al centro e ferri taglienti alla circonferenza, che al girar del tamburo operavano rispettiva­mente a guisa del trapano e del tornio; ma, come questo, in cui gli utensili si consumavano rapidamente, così altri congegni si­mili, ideati nel '52 stesso dal Dumas francese, nel '59 dal Jenks di Boston, e ancora nel '59 dal Deschamp belga, tutti operanti a mezzo di bilancieri, di leve, di contrappesi e di molle ela­stiche, si mostrarono nell'applicazione mancanti di praticità. H Colladon nel '52, il Piatti nel '53 proponevano di azionare altri apparecchi molto ingegnosi per mezzo dell'aria compressa, che aveva il vantaggio di eliminare il vapore, che era di uso difficile in una galleria molto lunga; difficoltà di cui si ostinò a non tener conto il Bartlett, che propose un sistema ingegnosissimo, di uno stantufo provvisto di uno scalpello che batteva contro la roccia 300 colpi al minuto, ma azionato ancora da una macchina a vapore.
Come si vede, tra le macchine generatrici della forza indi­spensabile per mettere in moto gli scalpelli cominciano a compa­rire' con una maggior frequenza quelle ad aria compressa; ma tutte ancora inquinate da un grave difetto.
Fu detto scherzosamente che questi inventori, i quali propo­nevano per le loro perforatrici l'uso dell'aria compressa, si comportavano come quei filantropi che consigliano ai poveri un nutrimento sano ed abiti ben pesanti per ripararsi dal freddo, senza dar loro i mezzi per procurarseli. Si suggeriva l'uso del­l'aria compressa, talora anche si proponeva il mezzo atto a com­primerla; nessuno aveva inventato ancora un congegno che po­tesse praticamente produrla con un sistema sufficientemente eco­nomico.
Eppure il problema era antichissimo; molte soluzioni erano state tentate; tanto che l'ultima, che diede il modo di condurre