Rassegna storica del Risorgimento
FR?JUS (TRAFORO) ; SOMMEILLER GERMANO
anno
<
1934
>
pagina
<
534
>
534
Armando Tallone
a compimento il nostro traforo, più che un'invenzione affatto nuova è la geniale e pratica applicazione di un'altra fatta molto tempo prima, cioè dell'ariete idraulico, macchina per l'elevazione dell'acqua, inventata dal Mongolfier nel 1796; se pure anche questa non va fatta risalire al Withehurst, orologiaio di Derby, che aveva fatto qualche cosa di simile nel 1772 per innalzare l'acqua in una fabbrica di birra; mentre diversamente da questo il padre Hall nel 1755 aveva applicato nelle miniere di Schemnitz in Ungheria un altro principio, che a sua volta gli era pervenuto da un precursore di quasi 2000 anni prima, Erone di Alessandria, che con la sua, detta appunto fontana di Erone, aveva per la compressione dell'aria sfruttato il principio della pressione atmosferica ed il peso di una colonna d'acqua. L'invenzione di Erone e del padre Hall da una parte, quella del Mongolfier dall'altra, pur ottenendo lo stesso effetto, sono basate su principi diversi la cui identificazione per ora non ci interessa; i tre ingegneri usciti dall'Università di Torino, Som-meiller, Grandis e Grattoni, basandosi sul principio del Mongolfier, con geniale applicazione e sapienti trasformazioni idearono il meccanismo per la compressione dell'aria, il quale, destinato dapprima a procurare la forza occorrente alla propulsione di convogli ferroviarii sulla salita dei Giovi, fu poi rivolto, invece, per audace iniziativa dal Cavour, ad azionare le perforatrici che trionfarono definitivamente del monte Fréjus.
L'idea era stata proposta la prima volta dal Sommeiller al ministro Menabrea che l'aveva accolta con simpatia; il genio del Cavour ne intuì subito la portata; i primi esperimenti fatti dopo che l'Accademia delle Scienze di Torino ebbe dato parere favorevole, confermarono il responso degli scienziati ; nuove tra* sformazioni e nuove prove, fatte queste presso Sampierdarena, mostrarono che l'impresa poteva dirsi sicura; il 15 agosto 1857 la legge che decretava il traforo era approvata; due settimane dopo brillava la prima mina dal lato di Modane alla presenza del re Vittorio Emanuele II e di Girolamo Napoleone e si proseguivano con sicura fiducia i lavori coi mezzi ordinari, in attesa che i compressori e le perforatrici, che necessitavano ancora di lunghi lavori di preparazione e di adattamento potessero funzionare.