Rassegna storica del Risorgimento

REGGIO EMILIA ; CONGRESSI ; MODENA
anno <1934>   pagina <549>
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Congresso Cispadano di Reggio e di Modena a9
Dopo ciò essendovi stato alcuno che disse doversi tal decreto far noto ai governi provvisori per l'esecuzione: insorse chi: sostenne che questi avrebbero potuto non riconoscere l'autorità del Congresso e chiese che dovessero i medesimi dare il giuramento d'obbedienza rimettendo in campo la questione tante volte agitata. La risoluzione però fu per la negativa, allegando che essi avrebbero certa­mente obbedite e che diversamente avrebbesi ricorso al generale Bonaparte, se­condo l'espresso di. Ini sentimento. Ciò accadde ierL
Il piano di Costituzione si va ora proponendo e leggendo dal Comitato a ciò deputato. Non-i< discute però alcun articolo; si comincerà allorché il piano sarà compito, previa la stampa. Oggi tutto è stato tranquillo e la sessione più corta del solito. Se sarò in tempo di darvi le notizie di domani, lo che non credo, le troverete qui appiedi.
Salute e rispetto.
Boldrini.
PS. Avendo il Congresso destinato che si formi una Carta topografica delle 4 Provincie, la quale serva poi di norma per la divisione dei dipartimenti; ed essendo stati nominali varii creduti capaci per le altre Provincie, noi non ab­biamo saputo nominare fra i nostri alcuna persona a proposito; è quindi indi­spensabile, cittadini colleghi, che immediatamente ci spediate qualchcduno da voi conosciuto abile all'effetto descrittovi, lasciandovi il Congresso l'arbitrio su la persona da nominare, tale essendo l'intelligenza (16).
Luigi Ricci, per Ferrara; Pietro Barazzani per Reggio; e Luigi Remondini per Modena.
Fin dal 30 dicembre 1796 nel Congresso Cispadano di Reggio, Giacomo Lam­berti aveva proposto che, avendo la natura uniti a noi i popoli di Massa e Carrara per riguardo al territorio , si domandasse a Bonaparte il permesso di invitarli ad unirsi alla Repubblica Cispadana. La mozione venne decretata colla riserva però che i detti popoli si adattino alle condizioni delle altre quattro unite popolazioni . Bonaparte accordò il desiderato permesso e il Lambarti venne spedilo a Massa e Carrara per organizzare il paese e prendere il disegno di una strada di comuni­cazione da aprirsi a scambievole utilità. All'Avcnza l'entusiasmo fu grande, ma non così in tutto il territorio, dove non mancarono gli avversari alla progettala unione coi Cispadani. Il Lamberti rientrò al Congresso il 22 gennaio e il 30 fecero il loro ingresso i cittadini Alessandro Guerra e Lodovico Lezzoli, per Massa, Giambattista Vacca e Michelangelo Marchetti, per Carrara. Cfr. le loro biografie in T. CASINI, / deputati cit., p. 179, 184, 188 e 207. V. anche: GIOVANNI SFORZA, Sull'occupazione di Massa di Lunigiatta fatta dai Francesi net 1796, lettere dì un giacobino, Lucca, Canovetii. 1879, pp. 70; Idem, Il Generale Rusco a Lucca e la sollevazione della Garfagnana e di Carrara degli anni 1796 e 1797, ne // Risor­gimento Italiano, XV, 1922, pp. 278-305.
(16) La proposta, tosto approvata e decretata dal Congresso, di non ricono­scere più feudi, nobiltà, titoli e distinzioni, venne presentata dal Compagnoni nella seduta del 22 gennaio, insieme all'altra che nello Costituzione non si dovesse far menzione dello religione, perchè, parlandone, gli affari politici del clero potevano venire in contraddizione con quelli della Repubblica, Per queste discus­sioni rimando al mio articolo ertalo nello rivista Nuovi Problemi.