Rassegna storica del Risorgimento

REGGIO EMILIA ; CONGRESSI ; MODENA
anno <1934>   pagina <551>
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Congresso Cispadano di Reggio e di Modena 551
miserabile scrìtto è state altresì adiratalo; Egli serve assai bene a provare quali aleno le protese- lei.. clero! quanto :, pericoloso in una Costituzione a parlare di religione. Gradite cittadini colleghi, le proteste della mia stima e perfetta considerazione.
Salute e rispetto.
Boldrini.
PS. Debbo anche ripetervi che avendo il Congresso deciso che si formi delle Provincie unite in Repubblica una carta topografica per averla sott'occhio nella divisione da farsi in Dipartimenti, ha deputato uno per Dipartimento alla forma­zione d'essa carta; e non essendovi alcuno capace nel Dipartimento ferrarese al Congresso, ci siamo impegnati di far venire uno de' nostri per tal effetto; quindi restate incaricati, cittadini Amministratori, di mandare a questa parte un perito abile all'effetto suddetto munito delle corte di Boscovicb e di Baruffala!. Tanto più poi si rende ciò necessario quanto che egli deve esaminare gli estimi di questi stati e di Bologna, onde vedere se i metodi praticati siano adattabili ai nostri ter­reni, onde il nostro particolare interesse venga trattato dal Comitato di finanza con quella avvedutezza che nulla lasci a desiderare; siamo certi quindi che non frapporrete il menomo indugio ad eseguire quanto occorre (17).
(17) Nella seduta del 23 gennaio l'Aldini, su proposta dell'Àldrovandi, espose il modo che si adoperava in Francia per votare nelle sedute dei due Consigli. Ripresa hi discussione generale sul progetto di Costituzione, si lessero in seguito gli articoli relativi olla divisione del territorio in Provincie, distretti e parrocchie e ai due Consigli Legislativi, sui quali sorse disputa tra l'Aldini e il Compagnoni. Di qui la richiesta del Sacchetti e del Soldi-ini perchè al Congresso di Modena fosse mandato un perito ferrarese. Nella successiva seduta del 24, alla quale accenna il Boldrini nella sua lettera, si trattò dello spinoso argomento dei governi provvi­sori e del giuramento da essi fatto alla Francia. Compagnoni, sostenuto dal Lam­berti, propose che in forza della sovranità del popolo, si dichiarasse sciolto il giuramento prestato; .dai governi provvisori al Direttorio e si .desse notizia della cosa a Bonaparte; e anche l'Aldini fu del parere di consultare il Generale sulla vera autorità del Congresso, ma a ciò si oppose il Bertoloni affermando ch'era cosa ridicola interrogare Bonaparte sull'autorità del Congresso quando il Con­gresso stesso aveva già dichiarato, di averla. E poiché la votazione rimase incerta, il Presidente affidò all'Aldini, al Compagnoni e al Paradisi l'incarico di stendere la lettera per il Generale; senonchè, essendo giunta notizia dell'arrivo di Bona­parte, su'proposta del Brunetti, in luogo della lettera, si decise d'inviare una deputazione*
Alle due lettere del Boldrini, scritte in data del 21 e 23 gennaio, così il 27 rispondeva l'Amministrazione Centrale del Ferrarese (composta, di: Carlo Benti-voglio, Giuseppe Rangoni, G. B. Contabili. Antonio Massari, Domenico Gallizioli, Camillo Bevilacqua, Gv B. Boldrini, Luigi Guidetti, Antonio Buonafede, Luigi. Tavecchi, Giacomo Filippo Garavìna, Francesco Palanchini) Filippo Tellarini, Gio­vanni Maria Anicchini e Felice Marzari):
Le due vostre lettere scrìtteci sulle determinazioni prese da codesto Con­gresso ci giungono grate perchè minutamente ci aggiornano delle diverso mozioni che ai sono credute espedienti di faro pel bene della nostra neonata Repubblica. II decreto fatto per abolimento de' feudi e de' titoli pomposi della vacillante