Rassegna storica del Risorgimento

REGGIO EMILIA ; CONGRESSI ; MODENA
anno <1934>   pagina <556>
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556 Carlo Zughi
2 febbraio.
Gran questione questa mattina sul numero de' dipartimenti da decretarsi. Un partito (il solito i ne vorrebbe un gran numero. Gran divisione di sentimenti su questo proposito. Essendomi io opposto sul riflesso della gravissima spesa, e nulla essendosi risoluto sono stato creato membro d'un Comitato che esamini e riferisca. D'alcune altre mozioni fatte dai sedicenti buoni patriot ti, che vorrebbero metter mano nella robba degli altri, e precisamente di quella di bandire la mendicità soccorrendo i bisognosi a norma della Costituzione di Francia del 1793, ve ne parlerà forse il cittadino Massari, servendovi intanto di regola che questi peri* colosi sentimenti, che volevansi costituzionali, sono stati interamente rovesciati, il che siavi di quiete.
E qui stata letta questa mattina la vostra lettera in risposta alla nostra, che vi accludeva i decreti precipitati dal Congresso e sorpresi alla di lui vigilanza. Grandi applausi ha 'Ottenuta meritamente la sempre saggia vostra condotta, che ha fatto ammutolire coloro che tonto abusano del dono della favella. Io vi prego a com­patire la somma inesattezza di questi riscontri, scritti a corso di penna, ma dettati da un animo che nutre per voi, cittadini colleghi, vivissima stima, ed impegno per tenervi informati degli avvenimenti.
Salute e rispetto.
Boldrini 120).
120) Sull'argomento delle assemblee elettorali, che si discusse al Congresso nella seduta del 30 gennaio, interloquirono principalmente il Lamberti, il Bellentani e il Nizzoli. Non essendosi concluso nulla, il Congresso elesse un apposito comi­tato composto dei deputati Cecchelli, Ronchi, Bellentani e Lamberti, mentre si votava che nel termine di tre giorni il comitato doveva presentare tutto intero il progetto di Costituzione e che essa venisse discussa titolo per titolo e paragrafo per paragrafo. Il giorno seguente, all'annunzio che Bonaparte era di passaggio per Modena, il presidente gli mandò una deputazione composta di Magnani, Remondini, Cassoli e Compagnoni per riferirgli intorno ai lavori del Congresso, e il Ìu:febbrai.o l'Angelelli, di ritorno da Bologna, comunicò all'Assemblea che per decreto di Bonaparte anche Imola'era stata aggregata alla Cispadana. Distribuito il testo della Costituzione a stampa, incominciarono subito le discussioni sulle dichiarazioni pre­liminari, sull'articolo dell'eguaglianza e della libertà di stampa e sulla necessità più o meno sentita, di attenersi letteralmente agli articoli della Costituzione fran­cese. La disputa si prolungò coll'intervento specialmente dei deputati bolognesi che difendevano e volevano far riconoscere dal Congresso la Costituzione votata in S. Petronio il 4 dicembre 1796, e non cessò che con l'arrivo della deputazione spedita a Bonaparte. II Generale aveva insistito per la Costituzione. jg dava tempo dieci giorni al massimo per esaurire le discussioni, perchè al suo ritorno dalla Romagna e da Roma voleva vedere finalmente costituita la Cispadana, Approvate le dichiarazioni preliminari, si passò poi a parlare della religione, delle imposte dirette è indirette, e deB/istruzione, sulla quale interloquì il Naturi, approvato dal Compa­gnoni, domandando l'istruzione gratuita e obbligatoria e il soccorso ai poveri come funzione sociale, e seguendo in ciò gli articoli della Costituzione francese del 1793. Ma la mozione non ebbe l'approvazione del Congresso e fu;1 lasciata cadere fra vivaci commenti, mentre il deputato Missorì esclamava: Volete dunque eternare il popolo nell'ignoranza e nella miseria? .