Rassegna storica del Risorgimento
REGGIO EMILIA ; CONGRESSI ; MODENA
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1934
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560
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Carlo Zaghi
Rispose: Mi chiamo Francesco Arrighi nato nella terra della Poretta, e fino da fanciullo domiciliato nella città di Bologna.
Sono sacerdote, avvocato e Pro-Vicario Generale dell'Arcivescovo di quella città.
Interrogato a dire quali siano le incombenze del Pro-Vicario che disunpegna,
Rispose: Le incombenze sono di fare tutto quello che fa il Vicario Generale in sua assenza.
Interrogato se sappia, o s'immagini, la causa del suo esame, e di sua chiamata,
Rispose: Non lo so, ma me lo figaro.
Interrogato da quanto tempo sia che si trovi fuori di Bologna,
Rispose: Dal giorno 19 gennaio a quella parte.
Interrogato dove abbia antecedentemente dimorato e segnatamente dal principio dell'anno fino al detto giorno 19 gennaio,
Rispose: Ho dimorato nella città di Bologna.
Interrogato a dire se sappia o abbia sentito che in quella città sia stata pubblicata in nome dell'Arcivescovo una stampa,
Rispose: So che è stata pubblicata una lettera diretta al Senato di Bologna.
Interrogato se sappia del contenuto della lettera,
Rispose: So che contiene in generale della lagnanze sopra alcune lesioni fatte all'immunità ecclesiastica in quella città e suo territorio.
Interrogato ad esporre se sappia chi sia stato della medesima Lettera l'autore, e l'estensore,
Rispose: In parte sono stato io stesso, ed in parte l'Arcivescovo di Bologna.
Interrogato a deporre qual sia stata la parte da esso avuta in detta Lettera,
Rispose: Tutto l'esordio e tutto il dottrinale è stata mia opera.
Dettogli se gli fosse fatta vedere una copia stampata di detta Lettera, sapesse riconoscerla,
.Rispose: Affermativamente.
Gli si è presentata una copia stampata della Lettera in data: dal Palazzo Arcivescovile di Bologna, 9 gennaio 1797 , e che incomincia : Quell'affetto sincero con cui vi ama il vostro Pastore , e che è di tredici pagine.
Dopo d'averla ben bene osservata ed esaminata è stato interrogato cosa dica detta lettera poc'anzi presentatagli.
Rispose: La riconosco per una copia della lettera poc'anzi da me deposta nella quale ho avuta quella parte, che ho di sopra manifestato, dovendo però aggiungere in senso di verità, che io non ho dato alcun consiglio che venghi stampata.
Avute le quali cose il Presidente ingiunge all'esaminato di ritornare alla propria abitazione, e da quella non muoversi fino a nuovo ordine, e di firmarsi nel presente foglio.
Miani Presidente
Remondini Masi Sacchetti
Segretarii