Rassegna storica del Risorgimento

REGGIO EMILIA ; CONGRESSI ; MODENA
anno <1934>   pagina <562>
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562 Carlo Za giù
XIV.
Modena, 5 febbraio I della Ilepub. Cispadana Cittadini Amministratori,
La giustissima e savissima vostra procedura riguardo al decreto di soppres­sione de' feudi notificata al Congresso questa mattina, ha riscosso grandissime Iodi; e siccome avreste potuto forse non ubbidire, giacché Bonapartc non sembra riconoscer bene la nostra autorità se non per fare la Costituzione, così il Con­gresso penetrato dalla vostra deferenza ha voluto che si faccia onorevole men­zione negli atti del vostro operato. Siccome poi il Senato di Bologna non ha adem­pito a quanto prescriveva il decreto, ma bensì ha lasciate sussistere le giuri­sdizioni feudali con grave scandalo dei democratici, così il Congresso ba creduto di dovere inviare un corriere a Bonaparte per esplorare se è sua intenzione che in mezzo alla proclamata indipendenza e libertà di questi popoli sussistano ancora degli schiavi.
Le altre nuove le sentirete dal nostro collega cittadino Costali a cui scrivo diffusamente. Esse non sono tutte secondo il mio cuore, ma la discussione si fa con una tale precipitazione, ed è tanta lunga che facilmente trascina a de* partiti non ben maturati. Una di queste risoluzioni è a parer mio la decretata annuale mutazione d'una metà dei novanta individui, che comporranno il Corpo Legislativo. Si è voluto, per timore che l'aristocrazia insinui il suo veleno, emen­dare la Costituzione francese che prescrive una meno rapida mutazione, cioè d'un terzo ogni anno. Però gli andamenti del governo riescono più eguali in questo metodo, né v'è luogo a temere quelle scosse violente che la Francia ba pur troppo provate. Almeno questa è stata la mia opinione, che non dissimulo, e che non ha potato prevalere.
Spero che i Dipartimenti saranno cinque in tutto, almeno così ba combinalo il Comitato in cui ho avuto parte io medesimo. Non si è potuto dir quattro come avrei desiderato, e come credo si avrebbe potuto fare. Gli interessi particolari si manifestano in queste operazioni, fino a segno che v'è chi vorrebbe un Dipar­timento a Sassuolo e un altro a Pavullo, luogo dove il giusdicente stenta molto a trovar casa.
Proseguite, cittadini colleghi, a fare onore coUe vostre deliberazioni al corpo, a cui ho il vanto di appartenere. Persuadetevi della mia sincerìssima stima, e della brama di esservi utile in qualche fausta combinazione, che non tralascio di augu­rarmi di cuore.
Salute e rispetto B old ri ni
PS. Se mai doveste disporre dei feudi devoluti a voi per la morte del citta­dino Pagliarini a Villanuova per qualche estraneo, non credendosi esservi parenti compresi per legge d'equità, questo cittadino dottor Pasciti vi applicherebbe a termini onesti. Valutate questo suggerimento per sentire soltanto lo suo propo­sizione e in nessun altro senso (23).
(23) Nella sedata del 4 febbraio, sotto la presidenza del Paradisi, incomin­ciarono le discussioni degli articoli della Costituzione. Per prima cosa si parlò delTnnione volontaria con altri popoli e poi sul tanto contrastato articolo della religione ebe Bonaparte aveva già approvato. Ma le discussioni più gravi ed im-