Rassegna storica del Risorgimento
REGGIO EMILIA ; CONGRESSI ; MODENA
anno
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1934
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pagina
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563
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Congresso Cispadano di Reggio e di Modena 363
XV.
Modena, 6 febbraio, anno I della Rcj>. Cisp.
Cittadini Amministratori,
Si è sospeso il compendio degli Alti. Non trattandosi oro che della Costituzione, e molte volte emendandosi degli articoli, altri aggiornandosi ed altri revocandoci; il compendio diverrebbe un mostro. Abbiate pazienza per tanto fino a che sarà affatto discussa la Costituzione. Allora l'avrete per intiero.
L'unico affare che non è stato di Costituzione, e che si è nonostante discusso in Congresso è stato quello di espellere dal seno del Congresso medesimo il Pro-Vicario Arcivescovile di Bologna, Abate Francesco Arrighi.
Egli fu accusato dalla pubblica opinione per l'estensore della famosa lettera scritta in nome dell'Arcivescovo di quella città al Senato sulla immunità ecclesiastica. Voi avrete veduto quanto fosse pericoloso nelle attuali circostanze. L'invitto nostro liberatore scrisse al Presidente del Congresso, che se sì fosse ritro-
portanti si ebbero il 5, quando il Congresso venne a parlare del potere Legislativo, del valore della rappresentanza e della sovranità del popolo, sui quali argomenti interloquirono i deputati Cecchelli, Compagnoni, Brunetti, Aldini, Notari, Lamberti e Bellentani, la cui mozione, di riconoscere al popolo la sanzione delle leggi. non venne approvata. Quando poi il Congresso votò un plauso a Ferrara e un biasimo a Bologna per non avere voluto pubblicare il decreto della Cispadana che aboliva i titoli di nobiltà e i feudi, l'Angelelli, senatore bolognese, s'alzò a protestare e a lodare il Senato, cui si doveva chiedere il motivo della sua condotta, ispirata certo a motivi di grave prudenza. Ma Bortolani rispose con la mozione (tosto approvata) che si doveva interpellare Bonaparte per sapere se una parte del popolo poteva essere Ubera e un'altra schiava e soggetta ancora ai feudatari.
A questa lettera così il 10 febbraio rispondeva l'A min i ni s trazione Centrale:
Il vostro zelo in ragguagliarci di tutto ciò che accade nel Congresso Cispadano, è sempre stato eguale, così pure vi possiamo assicurare della nostra riconoscenza e gratitudine.
e La sospensione de' feudi e de' titoli che noi abbiamo fatto succedere in conseguenza degli ordini del Congresso Cispadano, è- stato un dovere ed una obbedienza dettata ancora dal nostro zelo democratico, di cui siamo tenuti al Congresso medesimo che ne ha accettate le nostre premure.
a In quanto all'eredità Pagliariniy non e a nostra notizia che vi siano fondi feudali; prenderemo su di ciò. le opportune informazioni.
Speriamo di sentire una Costituzione degna di cittadini quali siete, e che si verrà a formare un ordine di cose più regolato e più economico.
a Se a voi è giunta la nuova di Mantova resa, a noi pure è arrivata, per cui non manchiamo di corrispondere col maggior giubilo, e ci occupiamo a dare delle pubbliche prove della nostra soddisfazione: riprova della nostra esultanza lo saranno encomiate anche da voi, o cittadino, che standovi a cuore il bene della patria la vedete, per quest'oggetto, mercé le bravure de* nostri repubblicani, giunta ad un sollievo non indifferentoi
Seguite pertanto, o cittadino, a meritare della patria, che conosce certamente in voi un figlio degno del suo affetto e della sua riconoscenza.
e Salute e fratellanza .