Rassegna storica del Risorgimento

REGGIO EMILIA ; CONGRESSI ; MODENA
anno <1934>   pagina <565>
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Congresso Cispadano di Reggio e di Modena 565
poco di respiro. Lo voglia il cielo pel bene della Repubblica e perchè i popoli afflitti dal peso ornai importabile potendo risentire qualche sollievo comincino ad affezionarsi al nuovo ordine di cose Io vi rinnovo i sentimenti di stima e di attaccamento che vi professerò eternamente.
Salute e rispetto Boldrini
PS. Domani 6i fa qui gran fèsta in teatro; mi figuro che voi pure darete qualche pubblico segno di esultanza (24).
XVEL
Modena, 8 febbraio, I della Repub. Cispadana..
Cittadini Amministratori,
Finora altri ragguagli non posso darvi, che di aver noi adottata la massima di un Direttorio esecutivo a norma di quanto prescrive la Costituzione francese, colla sola differenza dell'onorario, che quasi concordemente abbiamo costituito ini lsc> 6000 ad ogni individuo, ed una variazione in meno della guardia d'onore che abbiamo a lui assegnata, il piano giudiziario è ancora illibato, e prevedono grandi dispute non essendo universalmente gradito il piano presentanto dal Comi­tato di Costituzione. Sul finir della settimana ventura sarebbe possibile che si fosse terminato il lavoro. Frattanto attendiamo che Bonaparte unisca alla nostra Repubblica la Romagna, e già ha fatto a quest'ora un passo ordinando che uno di essa provincia entri nella Giunta di Difesa Generale. Egli vi ha creata una Ammi­nistrazione Centrale che promuova lo spirito pubblico, e cangi la Municipalità ; essa è composta di nove soggetti, uno de' quali è il cittadino Guiccioli; ma forse io vi racconto cose ben note.
9 febbraio.
Alcune cose hanno avuto luogo oggi, che non mi lascian tranquillo. Tutte le Municipalità saranno pagate, e questo porterà alla Repubblica un grave soprac­carico. Non risiederà presso d'esse alcun Commissario del Direttorio Esecutivo, e questo progetto, buono per la economia, produrrà infallibilmente gravi disordini.
(24) La questione dell'indennità ai membri del Corpo Legislativo e degli articoli relativi, occupò tutta la seduta del 6 febbraio. Si voleva dare uno zec­chino al giorno per ciascuno dei 60 deputati, e Fava, appoggiato dal Gavazzi, propose di elevare il numero dei deputati a 120. Respinta la mozione si fece presente che se l'assegno era tenue, non si potevano avere se non dei ricchi eletti, cioè degli aristocratici. Pastorini dal canto suo sostenne che l'assegno a quelli che abitavano la città, dove si radunava il Corpo Legislativo, era da ridursi a metà. Si discusse a lungo sul tema e infine si concluse approvando hi mozione che fissava il tratta­mento in mille pezze colonnate, ragguagliate a tante oncie di argento fino. Per ciò che riguarda hi esclusione degli ecclesiastici dal Corpo Legislativo é le discussioni che questa mozione, presentala dal deputato bolognese Guidi-cini. suscitò in Congresso da parte specialmente del Compagnoni (che si vedeva Colpito in pieno), rimando il lettore al mio citato articolo sulla rivista Nuovi Problemi.