Rassegna storica del Risorgimento
REGGIO EMILIA ; CONGRESSI ; MODENA
anno
<
1934
>
pagina
<
571
>
Congresso Cispadano di Reggio e di Modena 571
La pretesa del minimo per un tal Dipartimento fa da essi ridotta alle 245 m. anime. Questa ingiusta domanda trovò dei fautori nei nostri, e venne, quantunque con pìccola maggioranza di voti, decretata. Io non m'opposi, né negai loro il voto perchè pretendessi che quel Dipartimento dovesse contenere un minor numero d'abitanti ; no, perchè è una ingiustizia che si fa agli altri Dipartimenti* concedendo a quello un privilegio.
Cittadini, i Bolognesi non sono ancora conlenti. Ottenuto quello macchinarono subilo di proporre l'emenda del decreto fatto in proposito della norma data come sopra al Corpo Legislativo. Essi insistettero che venisse stabilita in ragione di superficie territoriale, e non in ragione di popolazione. Fu costante il Congresso e rigettò la nuova mozione. Ma i Bolognesi non si stancano. Ieri imposero lo stesso. Non fu decisa cosa alcuna, e si aggiornò l'affare a domenica. Cosa succederà io non lo so. Ieri sera si tenne con alcuni de' nostri un Congresso su questo proposilo. Si combinò di dare il voto negativa.. Succederà? Dio lo voglia.
Salate e rispetto.
Gaetano Sacchetti
[PS.] La divisione provvisoria non è ancora stabilita; ma la maggioranza è per tenere la presente e per conservare le cose nello e tato in cui sono fino a che si potrà attivare la Costituzione (29).
xxn.
Modena, 21 febbraio, anno I della Rep.
Cittadini Amministratori,
In questo punto sono stati introdotti in Congresso i deputati d'Imola. Essi sono li cittadini Domenico dal Carretto Mancarti, Lodovico Targhi, Alessandro Sassatelli, e Luigi Angeli. Sono seduti fra noi, ed hanno eccedalo all'atto dell'anione già stabilita.
Oltre di quello che vi scrissi ieri, v'avviso che il nomerò dei deputati per il nostro Dipartimento si è ridotto al numero di 20. Nella revisione della Costi-lozione di quei Dipartimenti che si sono creduti lesi in qualche determinazione,
(29) Ecco gli articoli stabiliti:
Vi è per tutta la Repubblica una Ubera circolazione delle derrate e delle manifatture. Continua il pagamento dei consueti dazi, finché sia attivato un sistema di finanza uniforme per tutta la Repubblica.
a È libero ancora il commercio di tutte le manifattore e di tutte le derrate coll'estero, salvo il pagamento de* dazi o provvisoriamente vigenti, o di quelli che in appresso venissero imposti dal Corpo Legislativo.
Poò il Corpo Legislativo in caso di necessità restringere o in tntto o in parte la libertà del commercio esterno; ma qualunque legge proibitiva ha in questo caso la natura di legge provvisoria, e non dura più d'on anno quando non venga rinnovala .