Rassegna storica del Risorgimento
REGGIO EMILIA ; CONGRESSI ; MODENA
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1934
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572
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572 Carlo Zughi
A faranno i maggiori sforzi per emondarne il preteso pregiudizio' Da questo vedrete e sia necessario di farne accrescere il numero. Salute e rispetto.
Gaetano Sacchetti (30).
xxm.
Modena, 27 febbraio I della R. C.
Cittadini Amministratori,
La Costituzione è già terminata e riveduta mercè gli impulsi avuti da Bona-parte. Si sono fatti 10 Dipartimenti. La Romagnola con Imola ne forma uno. Un altro si è fatto di Cento e di diversi luoghi del Bolognese e del Modenese.
Abbiamo questa sera Bonaparte; gli si presenterà la Costituzione; chi sa che egli non consigli qualche cangiamento. Senza ciò le sedute si avvicinano al termine. I Governi prowisorii cessano; il popolo sceglierà la Amministrazione Centrale; essa sarà composta di 7 membri, giacche per consiglio di Bonaparte il numero dei membri del Direttorio sarà il solo composto di cinque. Provvisoriamente la Municipalità nostra sarà composta di 15 persone. Il pagare le Municipalità resta in arbitrio del Corpo Legislativo.
Vi sarà stata presentata a mio nome una mia meschina produzione; ella non è se non una prova dell'interesse che ho sempre preso per ciò che può risguardare la eausa pubblica.
(30) L'ingresso dei deputati imolesi al Congresso venne salutato con applausi dall'Assemblea e dalle tribune gremite di pubblico. Il Presidente fece per l'occasione un breve discorso esaitante la generosità della nazione francese e le vittorie di Bonaparte, grazie ai quali sorgeva una Repubblica in Italia che ben presto avrebbe acquistato nna stabile esistenza ed occupato un luogo onorevole nella storia d'Europa, qualora tutti i Cispadani si considerassero e si amassero come fratelli ed avessero una Costituzione democratica. Il Mancurti, a nome dei compagni, rispose che il suo cuore era ricolmo di gioia e di stupore alla vista di uno spettacolo tanto nuovo e commovente per l'Italia, e che ogni sforzo suo e dei colleghi sarebbe stato diretto ad ottenere quella libertà ed unità ch'era nel cuore di tutti. Dopo letto il decreto sull'unità e indivisibilità della Repubblica e ammonito i nuovi deputati sul dovere che avevano di assistere alle sedute, gli Imolesi furono ammessi a sedere nel Congresso. Il 22 febbraio si esaurirono le revisioni degli articoli e una apposita deputazione partì per Bologna onde rendere edotto Bonaparte impaziente dei lavori del Congresso. La minaccia del Generale di dare alla Cispadana un governo militare se per il suo imminente arrivo in Modena la Costituzione non era ultimata, fece accelerare il ritmo dei lavori al Congresso come mai fino allora era avvenuto. Dal 23 al 26 febbraio si rilesse la Costituzione e si introdussero nuovi emendamenti voluti da Bonaparte, molti dei quali il Congresso aveva già rigettato nelle sue precedenti discussioni.