Rassegna storica del Risorgimento

REGGIO EMILIA ; CONGRESSI ; MODENA
anno <1934>   pagina <573>
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Congresso Cispadano di Reggio e di Modena 573
Questa mattina si è adottata la massima di creare un Comitato di 24 persone, sei per popolazione, che presieda alla verificazione della accettazione della Costi­tuzione. Esso si trasferirà a suo tempo in Bologna. Potrò accennarvene i nomi avanti di chiudere la presente. Spero di non essere nel numero di questi, onde aver il piacere di star unito con voi fino al .momento in cui cesserà il nostro Governo provvisorio di esistere.
Salute e rispetto.
Boldrini (31).
(31) Le ultime sedute del 27 e 28 febbraio e 1 marzo furono occupate dal Congresso a stendere proclami per indicare il modo che i cittadini dovevano te­nere nell'accettazione della Costituzione e il metodo da seguire nella prima convo­cazione dei comizii primarìi, decurionali ed elettorali, e la nomina dei deputati e degli altri funzionari pubblici designati dalla Costituzione. Poi il Congresso chiuse i suoi lavori, annunciando, con un alto e nobile proclama ai popoli Cispa* doni, che aveva compinta la grande operazione della quale era stato incaricato da un popolo Sovrano. Un apposito comitato di verificazione doveva sorvegliare l'accettazione della Costituzione da parte del popolo. Esso era composto dei se­guenti deputati: Bortolani, Cassiani, Duri, Gavazzi, Guerra, Isacchi, Isolani, Lam­berti, Mancurti, Medici, Montanari, Paradisi, Re, Sacchetti, Salina e Sarti. H 19 marzo il popolo fu chiamato a dare il suo voto nei dieci Dipartimenti della Repubblica: Luni, con Massa a capoluogo; Serchio, con Castelnuovo; Frignano, con Pavullo; Terme, con Vergato; Crostolo, con Reggio; Panaro, con Modena; Alta Pad usa. con Cento; Reno, con Bologna; Po, con Ferrara; San terno, con Imola.
La Costituzione fu generalmente approvata in quasi tutto il territorio della Repubblica, e il 26 aprile 1797 nella grande sala del palazzo dei cittadini Pcpoli di Bologna,, ai inaugurò solennemente il Consiglio dei Sessanta, e in quella del palazzo Rannzzì il Consiglio dei Trenta.
Ma la Repubblica Cispadana doveva avere brevissima ed effimera vita: poco dopa infatti la giovane Repubblica, che già il 21 maggio aveva perduto Modena, Reggio, Massa e Carrara, e s'era aggregata la Romagna, veniva anch'essa unita, per ordine di Bonaparte, alla Repubblica Cisalpina.