Rassegna storica del Risorgimento
CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno
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1934
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pagina
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576
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576 Ersilio Michel
di padre in figlio, l'uffizio di spedizioniere di Sardegna . Ne porge sicura testimonianza la lettera seguente:
Carlo Alberto al marchese Orengo
Torino 19 dicembre 1817 Preg.mo Signore
Le avviso ricevuta della Sua lettera 11 corrente e La ringrazio sinceramente de* voti che Ella si compiace manifestarmi nell'occasione delle prossime S.S. feste. E passando ora a quanto V.5. mi scrive in proposito dell! Cavalieri e Biscarra (2), io sento con piacere che sia seguita una riconciliazione fra i detti due pittori; ed approvo moltissimo che cotesto Signor Regio Inviato vi abbia posto il suggello con raccoglierli e riunirli.
In conseguenza di tutto ciò darò immediatamente l'ordine al mio Intendente di far tenere la solita sovvenzione al Cavalieri, a cui ho fatto scrivere l'unita lettera dal mio segretario intimo, onde egli si faccia degno delle mie premure-V.S. mi farà cosa grata di dire al Biscarra che ha fatto bene di riconciliarsi con l'amico suo; e che il valor dell'ingegno è più stimabile quando vi si accoppiano i nobili sentimenti del cuore.
Ed accettando con riconoscenza tutte le gentili espressioni, di cui è pieno il suo foglio a mio riguardo, io Le attesto la mia stima e la mia benevolenza, con cui mi dico
Di V. S. Ereg.ma AJf.mo CABLO ALBERTO (3).
Sin da allora, come risulta da questa lettera, Carlo Alberto, nonostante la limitatezza del suo appannaggio come principe ereditario, accordò aiuto e protezione agli artisti piemontesi che facevano bene sperare di se: più tardi, asceso al trono, si dimostrò verso di loro più. largo e generoso mecenate. Così, fra gli altri, lo stesso pit-
(2) Ferdinando Cavalieri (1794-1865) fu professore all'Accademia di Torino e pittore di Corte. Esegni numerosi lavori, assai spesso per commissione. Cosi dipinse, per la chiesa di S, Filippo Neri a Torino, il Beato Valfrè e la Vergine, e per la galleria delle battaglie, due quadri: La riconciliazione dell'imperatore Enrico IV con Gregorio VU e Il principe Eugenio di Savoia a Petervara-dì no , ecc. G. B Biscarra (1790-1851) studiò a Firenze i rudimenti dell'arte col Benvenuti. Avendo ottenuto una pensione da re Vittorio Emanuele I, compi i suoi studi a Roma, ove dipinse, tra le altre opere, un quadro intitolato << Il rimorso di Caino , che gli valse la nomina all'Accademia di S. Luca. Tornato a Torino nel 1821, fu eletto, da re Carlo Felice, direttore dell'Accademia di belle arti. Dipinse varie pale d'altare per le chiese di Torino, di Nizza, Possano e Mondovi ed eseguì molte altre opere, alcune delle quali figurano nella Galleria d'arte moderna di Tornio. Cfr.: A. M. BESSONE ATJREU, Dizionario dei pittori italiani, Città di Castello, Casa editrice S. Lapi, 1915, pp. 196 e 153-156.
(3) L'originale di questa lettera trovasi nella Biblioteca Angelica di Roma: Autografi, voi. 1846, e. 48.