Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1934>   pagina <585>
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L'edizione nazionale degli scritti di Giuseppe Garibaldi 585
rato alla Nazione Italiana il suo magnifico Stato, l'organizzazione giuridica dello Stato Italiano. Naturalmente il Governo fasciata, l'Italia fascista, l'Italia di Benito Mussolini, cioè l'Italia dell'Uomo che ha portato a Vittorio Emanuele IH l'ultimo garihaldinismo, che ha portato l'ultima tradizione rivoluzionaria nazionale, non può non accettare ripeto col più fervido consenso, non può non accettare con un intimo plauso la legge, la quale per noi ha questo valore; ha il valore di rappresentare ciò che vuol essere la cultura fascista rispetto alla nostra storia: illuminare le figure del passato, le figure che costituiscono i diversi momenti della nostra storia, e fare che quel che poteva essere in altro tempo e in altra cultura, una storia morta diventi una storia viva; di figure che potevano sembrare stac­cate nella storia, fare i rappresentanti di un'unica grande meravi­gliosa tradizione, che dai giorni più lontani conduce all'Italia di oggi, e conduce all'Italia di oggi con l'augurio che ciò che è con­quista compiuta si traduca immediatamente in un sogno di conquiste più alte .
La proposta di legge, formata di cinque articoli, fu messa ai voti in quella stessa seduta del 9 giugno, e venne approvata all'unani­mità, e confermata pure all'unanimità a scrutinio segreto.
Alla Camera Alta la relazione su quel disegno di legge veniva presentata il 25 giugno 1930. L'Ufficio Centrale cui spettava l'onore della presentazione era composto dai senatori Boselli (presidente), Fedele (segretario), Mariotti, Faelli, Bonin Longare, Credaro, e Bava (relatore).
Il senatore Bava dopo un rapido accenno alle onoranze che nel­l'occasione del Cinquantenario si sarebbero rese ad Anita, trattò, parti­colarmente, del valore documentario delle lettere dell'Eroe, dei suoi proclami, e dei suoi manifesti, comunicando in fine il voto dell'Uf­ficio Centrale che ce debba affidarsi alla discrezione di coloro che sa­ranno incaricati della direzione della nobilissima impresa, l'esami­nare se convenga pubblicare tutti gli scritti del Generale , e se non sia opportuno estrarne un agile volume da distribuire al popolo .
Questa è la cronaca riguardante la preparazione della legge per la quale doveva essere data alla Nazione precisa e completa cono­scenza di quanto è uscito dalla penna dell'Eroe Nazionale (1).
(1) Per la discussione alla Camera intorno alla proposta di legge (l'iniziativa dei deputati Garibaldi, Turati, Di Belato, Ferretti Giacomo, Lunelli, Bolzon, Tentasi, Alfieri, Barenghi, Capoferri, Bartolomei, Diaz, Felici oni, Parisio, Picran-toni. Jung, Ciarlantini, Pettino, D'Annunzio, Coselfichi, Farinacci, Dudan, Carusi,
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