Rassegna storica del Risorgimento

GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1934>   pagina <586>
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Piero Zama
La Commissione chiamata a compiere la nobile e complessa fa­tica veniva formata da S. E. Salvatore Di Marzo (presidente), Ezio Garibaldi, Luigi Rava, Eugenio Casanova, Arturo Codignola, Adolfo Colombo, Alessandro Luzio, Antonio Monti, e Giuseppe Fonterossi (Segretario).
Fatica complessa, e diciamolo pure irta di difficoltà di vario genere, e piena di quesiti di natura anche delicata, e tali da dover essere risolti pregiudizialmente, poiché se lo scrupolo dello studioso che vuole assolutamente rispettata l'integrità letteraria del documento, è la legge a cui anzitutto bisogna ubbidire quando si tratti di rendere pubblici dei documenti di alto interesse storico, non è però legge di natura assoluta, e che faccia divieto di leggermente correggere, completare, modificare in qualche sillaba o parola un documento, quando si tratti di uno scrittore senza dubbio genialis-simo, ma anche e forse appunto per questo originale ed irre­golare come Garibaldi. Ne si potrebbe pensare, per qualche omis­sione di scritti insignificantissimi, di mancare a quella integrità della pubblicazione dalla quale deve nascere la conoscenza obbiettiva, com­pleta ed imparziale dell'opera che si vuol mettere in luce (2).
Orano, Guglielmotti, Rossi, Bernardi, Fera ed Ercole, per l'Edizione Nazionale delle Memorie, Scritti e Carteggi di Giuseppe Garibaldi, si vedano gli Atti Parla' mentori (Legislatura XXVHI, 1 Sessione, seduta del 9 giugno 1930: pagg. 3049-3057). La Camera approvò la proposta di legge con 244 voti favorevoli e nessun voto contrario. AI Senato del Regno (seduta del 26 giugno 1930) la proposta di legge venne approvata senza discussione con 144 voti favorevoli e 13 contrari. La legge relativa fu pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 2 agosto 1930 (n. 180).
Della discussione parlamentare su questo disegno di legge si occupò ampia­mente il compianto on. Roberto Mirabelli nell'articolo Garibaldi al Parlamento nel 1930, pubblicato nella rivista Camicia Rossa, anno VI, n. 7, pag. 147-153.
(2) A proposito dell'integrità della pubblicazione, ricordo che la rivista bolo­gnese Polemica nel Fascicolo n. 7 del 1 aprile 1932, rilevando una frase della circolare dell'editore Cappelli che annunziava l'edizione, diede l'allarme contro una eventuale a purgazione degli scritti di Garibaldi. A Polemica fece se­guito un'altra rivista bolognese Vita Nova che nello stesso mese di aprile seri-: veva: Polemica, che è una rivista di giovani pensosi, ha ragione di rilevare che questa edizione purgata delle opere di Garibaldi dimostrerà poco rispetto alla verità storica e all'Uomo che, volere o no, ha dato l'Italia agli italiani .
Qualche ultra eco fu sollevata sullo stesso tono.
Anche il compianto prof. Michele Rosi nel fase, ottobre-dicembre 1933 di questa Rassegna (pag. 809-813), accennando appunto ai primi tre volumi delTE.N., confermava che sarebbe inopportuna una cernita degli scritti riconosciuti autentici. Ora, i dubbi e le ipotesi, che hanno assunto persino il carattere di accusa, sono andati senza dubbio più in là di quello che era consentito da una frase, sia pure poco felice, della citata circolare editoriale.