Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1934
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pagina
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587
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L'edizione nazionale degli scritti di Giuseppe Garibaldi 587
Ma le difficoltà per una Commissione intenta a pubblicazioni cosi vaste non nascono tanto nella scelta e nell'adozione dei criteri, quanto piuttosto nella loro pratica applicazione.
Gli scritti garibaldini particolarmente le lettere possono dar luogo, nell'ora della scelta, a discussione e a divergenze, anche quando si siano adottati con la massima concordia' M icriteri teorici'
Si può ripetere, in modo particolare* jter l'Eroe, un detto molto vecchio, e cioè che lo stile è l'uomo. Esso ritorna con. tutta la sua evidenza persuasiva a proposito degli scritti di Garibaldi, i quali, dalle Memorie alle lettere, dai romanzi ai proclami, sono vera-mente la manifestazione aperta, palpitante ed irrefrenata di quel grande spirito, e diremmo quasi l'appassionata confessione di un uomo eccezionalmente vibrante, la cui vita è ad un tempo storia di un popolo, e lotta, martirio, trionfo, epopea, fede, delusione, tormento, polemica, dissidio: insomma biografia e storia, parola ed azione.
D'altra parte si arguisce da questo, e proprio da tanta ricchezza di motivi, l'estrema importanza che la pubblicazione di tutto Garibaldi ha nei rapporti con la storia del Risorgimento, come è stato affermato autorevolmente da quanti tale pubblicazione hanno voluto, e come ha detto, con parole incisive, lo stesso Capo del Governo.
La pubblicazione rappresenta dunque un atto di maturità e di coraggio che premia, per così dire, l'odierna rinascita degli studi sul Risorgimento, che bene testimonia sul nostro tempo, che esprime, più che l'augurio, la volontà decisa di ripensare, ricostruire, rivivere il nostro '800 nazionale, senza divieti, senza preconcetti, senza canoni, con pienezza di luce e di verità. Anzi noi osserviamo incidentalmente che non poche delle stesse pubblicazioni garibaldine che hanno accompagnato, nell'anno del Cinquantenario, l'inizio della pubblicazione degli scritti dell'Eroe, sono pur esse manifestazioni di questa tendenza, e rispondono a quei criteri che sono stati espressi, con inusitata chiarezza e fermezza, nel recente congresso di Brescia.
Non possiamo dunque affermare - come altri ha fatto che tutte le pubblicazioni dell'anno garibaldino siano ligie e vecchie cosfeu-
Sia di fatto che uè dubbi, né ipotesi, e tanto meno accuse, hanno più ragione di esistere, poiché noi assistiamo appunto alla pubblicazione integrale degli scritti garibaldini, e nulla ci autorizza a credere o a sospettare che il criterio già scrupolosamente seguito debba essere modificato a proposito dei proclami, delle lettere, ecc. Non vi sarebbe d'altra parte ragione alcuna per non darci un Garibaldi .assolutali)ente integro.