Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1934
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pagina
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590
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590
Piero Zuma
Poi ecco Garibaldi alla testa dei Mille; e successivamente il manoscritto nato nella solitudine di Caprera per narrare della Campagna del 1860. Con esso si chiude il terzo periodo.
Nel volume pubblicato, seguono a queste memorie cosi tripartite, le memorie riguardanti la Campagna del 1866, poscia un'aggiunta di considerazioni che vanno dal 1870 al 1873, una appendice comprendente la biografia di Anita e quelle di alcuni commilitoni d'America; una seconda appendice in cui si dà ragione di varianti delle prime redazioni, e in fine lo scritto meraviglioso di Garibaldi sulla sua Nizza.
La pubblicazione di queste Memorie è stata fatta con tutto il rispetto che si doveva ad un simile autografo, sino al punto di conservare anche i difetti ortografici e lessicali. Codesti difetti e sono molti disturberanno forse un poco il comune lettore che abbia l'occhio e l'orecchio esclusivamente abituato alla regolare ortografia ed alla corrente maniera fonetica, ma essi medesimi hanno qualche volta una loro efficacia espressiva, e non ci vietano dopotutto di considerare Garibaldi come uno scrittore capace di rivelare se stesso con una straordinaria potenza.
È stata invece modificata traendo autorizzazione a ciò anche da un autografo garibaldino la punteggiatura. Modificata più che corretta; ossia resa conforme alla maniera italiana là dove essa si uniformava più o meno a modi portoghesi o francesi.
Variazioni queste che non hanno rapporto alcuno con l'esatto intendimento e con la precisa valutazione dell'opera. A questo fine giova piuttosto osservare le varianti quali appaiono dal confronto fra questo testo delle Memorie e il testo definitivo del quale la Commissione si è successivamente e logicamente occupata in un secondo volume. Pubblicando il primo volume i relatori hanno voluto ricordare ai lettori l'interesse di queste varianti che consistono qualche volta in una sola piccola parola e che hanno tuttavia un significato e sono la rivelazione di una coscienza.
Qualche rara nota è stata messa, in questo primo volume, a spiegazione di parole contenute nel testo; ma è prevalso lo scrupolo di non inframmettersi, e di non influire minimamente né distrarre il lettore. Scrupolo forse eccessivo, quando si pensi che gli scritti di Garibaldi devono anche interessare i lettori modesti, e che appunto per questo si è venuti nella lodevole determinazione di curare un'edizione di carattere popolare. A questo fine potevano essere aggiunte altre brevissime note atte ad indicare località, a precisare riferimenti,