Rassegna storica del Risorgimento
GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1934
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pagina
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604
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604
Piero Zama
Siamo d'accordo col rappresentante di questo secondo editore, di esaminare insieme i passi che potrebbero dar occasione a sequestri, forse a persecuzioni, e di andar fin là dove si può andare senza pericolo. Questa è prudenza. Capite che qui non c'è eroismo che tenga. Coniro la forza la ragion non vale. Il governo può sopprimere l'edizione, sequestrare le copie, o le parti dell'opera stampate, osare ogni violenza. Ha la forza in mano .
In una lettera al Generale, senza data, dopo avere accennato alle trattative con l'editore Lacroix ed all'eventualità della pubblicazione dei Mille nelle appendici di un giornale democratico francese, il Canini scriveva:
Ho letto in questi giorni il vostro libro. Permettetemi di farvi alla libera qualche osservazione.
Ha pregi singolari dovuti all'ingegno vostro e alla parte principalissima da voi presa in quei mirabili fatti. È sopratutto commovente il ricordo che in uno degli ultimi capitoli fate di vostri antichi compagni caduti per la libertà.
Ma abbondano troppo, come in altri lavori vostri, le invettive contro i preti.
Le cose da voi dette son verissime ma troppo ripetute.
Sarebbe impossibile di dare un'edizione francese in tutto conforme al testo che ho fra le mani. Nessun editore vorrebbe farlo. Corrono tempi di reazione: il prete è più che mai potente. Il libro sarebbe sequestrato.
Io dunque, se me lo permettete, farò alcuni tagli qui e colà: so che non nuocerà per nulla alla importanza storica del lavoro?,*.;
Ma oramai Garibaldi aveva dato al Riboli carta bianca per la pubblicazione dei Mille, e perciò il 19 agosto 1873 gli diceva:
Circa al Canini fate pure come vi pare, avendo sempre poca speranza nella Francia. Vi invio la di lui lettera, e vi prego di salutarlo da parte mia .
Come si vede, il Generale non era iorse alieno di far qualche concessione, ma fu piuttosto il Riboli medesimo che si irritò per quelle proposte, e vide nelle mutilazioni un insulto. Si rileva ciò chiaramente da questa sfuriata contro il Canini, Indirizzata all'Eroe il 18 ottobre:
a La pietà verso alcuni individui è il maggiore peccato che possa commettere l'uomo onesto.
La pietà verso Canini fu quella che mi spinse proporgli la traduzione dei Mille per procurargli un mezzo di sostentamento.
Vivendo in Francia e diventato un petulante francese, pieno di pretese e avido di far denari.
I Mille senza leggerli ed averli letti pretende mutilare a suo bell'agio per avere un sorriso ed una moneta da quella [gente?] che nuITaltro apprezza che l'oro, o chi li percuota a sangue, o li abbarbagli cól òìondoli alla Scià di Persia.
Credono che proporre a Garibaldi sette, rollio; 0 dieci mila lire per un suo lavoro Ma fargli una gran proposta.
Io mi sono irritato ed Indispettito col Canini; gli ho detto, ch'io Garibaldi non avrei 'concesso la mulilazione d'una parola, d'un idea - - che dieci o 12 mila lire non lo rendono più felice di quello che e.