Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; TOSCANA ; MARTINI FERDINANDO
anno <1934>   pagina <617>
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La rivoluzione toscana del 1859 617
tanelli che si sentiva meglio in salute che avrebbe fatta una girata in carrozza per prendere aria, dopo aver mangiato un bocconcino, e lo salutò cordialmente.
Partì invece subdolamente per Porto S. Stefano, ove lo attendeva un, legno da guerra inglese, all'ancora, e -ai fece seguire dalla intiera famiglia. Pochi giorni dopo, su quel legno, salpò per Gaeta Vospe­dale dei sovrani in pericolo come poi veline argutamente chiamata quella città. Libero il principe costituzionale di non apporre la sotto­scrizione alla legge che era stata presentata lui consenziente non li­bero di trarre in inganno i suoi ministri, de' quali avrebbe dovuto chiedere la dimissione. Dunque la patriarcalità, se non la paternità del governo incomincia proprio allora a far difetto, né ha bisogno d'essere maggiormente smentita pel séguito.
La occupazione austrìaca fu breve e temperata. La storia ha detto oramai tutto quello Glie doveva in proposito;; 51 principe richiamato per forza di popolo, dopoché Firenze si era ribellata alle gesta sor­dide di tutto il marciume d'Italia che venne a sgrondare in Amo e troneggiò ne' circoli parole del Martini ed aveva spazzato via il Guerrazzi e i suoi accoliti, se fosse stato realmente mite e paterno, non avrebbe dovuto chiamar gli austriaci, come fece;, ma fidarsi nella lealtà del popolo, che avea restaurato il sovrano costituzionale. Tanto più che di austriaci non v'era affatto bisogno: ali 'infuori di Livorno, tutto lo stato era tornato nell'ordine, e il consenso della grandissima maggioranza, prima o poi, avrebbe convinto anche quel forte popolo a venire in più miti propositi, a sottomettersi. 1S occupazione fu tempe­rata! Lo sanno quei valorosi popolani che, per contrastarla, affron­tarono le fucilazioni, le carceri, e le bastonate degl'imperiali e reali sgherri; lo sa Nello Bartelloni fucilato senza processo, e i disgraziati passati per le armi, perchè trovati in possesso di armi, forse senza loro conoscenza: il proprietario rispondeva d'uno stile, d'un fucile trovati ìn sua casa, anche data in affitto, e rispondeva colla vita! Ma a parte gli eccidi livornesi, pei quali potrebbe ripetersi il det­tato alla guerra i colpi non si misurano, domando se fu temperato il procedere austriaco in Pistoja, ove un giovinetto sedicenne, At­tilio Frosini, fu dopo un processo statario fucilato, mancando il carne­fice per appiccarlo, per aver gridato avanti una sentinella Viva Kossut,incorrendo nelle pene previste dal codice austriaco pel reato di falso arruolamento ( !) cioè di aver sedotto due soldati lui, che non una parola di tedesco comprendeva! E un altro giovane* a Pistoia, fu ridotto in fin di vita dalle bastonate, perchè-,, fumando, aveva spo-