Rassegna storica del Risorgimento
ORIANI ALFREDO
anno
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1934
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pagina
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624
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Antonio Manti
di campagna, tua senza lustro vero, in decadenza economica dal principio del secolo. Io capitai male: ero l'ultimo di tre fratelli, e parvi subito il più brutto e il peggiore. Bellissimo, intelligentissimo il primogenito, io non era nemmeno ani' messo alla tavola cogli altri mi proteggevano due vecchi servitori. Il mio martirio cominciò presto: ebbe una sosta quando morì il primogenito, perchè di maschi restavo io solo. Ma tronchiamo qui. Colatiti non può dir questo nella prefazione; è presto per farcisti-' ine rivelazioni più dolorose che non se ne siano fatte sulle cose di Leopardi; io medesimo soffro adesso troppo per essere imparziale nel racconto. A 10 anni fui messo nel Collegio S. Luigi a Bologna presso i Barnabiti, nel 1868 mi mandarono all'Università di Roma, nel '71 avevo finito i corsi, e non compivo i 20 anni. E poi più nulla. Di vita pubblica non ho che i miei .libri: eccone la serie: Memorie inutili, ÀI di là, Sullo scoglio. Monotonie, No, Quartetto, Ma-trimonio, Fino a Dogali, La lotta politica, Il Nemico, Gelosia, La Disfatta, Bicicletta, Vortice, Oro incenso e mirra.
Tu andrai da Baldini e compagni e farai dare a Colautti a nome mio tutti i volumi che gli occorrono. Matrimonio è edito a Firenze da Barbera.
Scrivere a Lui perchè lo mandi. È uno dei miei libri più importanti perchè segna il principio della mia evoluzione scientifica. Fa notare a Colautti che la stampa dei miei primi libri è cosi scorretta che lo stile e il senso ne rimangono spesso viziati. Non ho mai appartenuto a nessuna scuola letteraria. Ho vissuto solo, tristissimamente.
Oggi ancora sono scapolo, solo, malgrado la tragedia domestica che mi soffoca. Qnesto tu puoi narrare, perchè lo sai, a Colautti. Non ho mai potuto viaggiare, cosi che non ho visto che mezza Italia; di lingue estere so solamente il francese, di lingue antiche non rammento più nulla del greco: riesco invece ancora 3 leggere il latino.
Ecco una vanità: mi credo maggior oratore che scrittore; ecco una confessione: mi sono sempre sentilo straniero dappertutto, sempre un poco lungi dal luogo nel quale mi sarei mostrato finalmente, e avrei agito. E tronchiamo anche qui.
Colautti è tal uomo da indovinare il mio carattere e toccare il fondo del mio ingegno, e se per caso ciò non gli accadesse io non posso qui scrivere tutto, dovrei scrivere troppo* Poi scrivo a letto con un filo di febbre; mi capita spesso quando torno a casa, ed è per l'accoglienza che yi ricevo. Dunque parliamo d'altro. Appena riceverò questa notizia su 'Biciclétta te la trasmetterò, ma, ripeto, sei tu il padrone: l'essenziale è di'non perdere quest'ultima occasione. Perchè non ho ricevuto ancora niente su Vortice? Perchè Gianderini non vuole interessarsi presso Aliprandi?
Se Aliprandi pubblica il Tempo, Gianderini deve essere presso lui infiuen-tisshno. Se Gianderini non sente almeno per riguardo alla nostra vecchia amicizia di dovermi nelle mie tristissime condizioni attuali questo piccolo favore di officiare Aliprandi a mantenere nient'altro che la sua parola, ebbene questo vorrà dire che io mi sono per tanti anni ingannato sulla sua amicizia. So bene che io non ebbi mai la ventura di poter fare qualche cosa per lui, ma so che l'avrei fatto, e anche adesso sono pronto purché mi tratti da amico, e non da giornalista.
Giornalista non sono, non fui, e non sarò mai.
I miei articoli mi fanno rabbia quando penso che li scrivo per la impossibilità di proseguire i miei libri. E finiamola qui. Ti accludo il biglietto per Baldini.
Tuo Alfredo Orfani Gasala 8 marzo 99.