Rassegna storica del Risorgimento

anno <1934>   pagina <633>
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Appunti e Notizie 633
comando dei carabinieri. Porcile a questi ultimi fu preposto (ecco l'origine del suo generalato) il 21 novembre 1848, cioè tre giorni prima della fuga, e presidente dell'Assemblea Costituente lo divenne soltanto il 7 febbraio 1849. Nel frattempo fu membro della Suprema Giunta di Stato, éccv, eoe.
Non crediamo sisijìl caso di indugiarci ancora: u. g., avversario cortese e leale, vorrà permetterci di essere con lui nel giudicare il prode soldato bolo­gnese , ma anche come abbiamo già detto di dissentire sulle notizie di fatto. Quelle benedette memorie manoscritte, buttale giù dall'orniai dimenticato Galletti nella vana speranza di ottenere la pensione dei reduci, gli hanno giocato un brutto tiro. Ma il valoroso direttore di Roma Fascista ci consenta una confes­sione: anche noi quando le leggemmo la prima volta fummo sul punto di pren­derle per oro di coppella. Poi... eh, poi abbiamo scelto il mestiere del maniscalco: un mestieraccio senza poesia.
A. M. G.
La nota die qui pubblichiamo non Ita nulla a che vedere con quanto è detto nell'articolo di fondo di questo numero della nostra Rassegna. Ci corre il dovere di dirlo : tuttavia ha lo scopo di precisare come da parte nostra siano seguiti tutti gli studi sul Risorgimento e non venga mai fatta asserzione, anche la più lieve, che non apparisca fondata nei fatti e cioè sulla Storia.
Ogni cosa con la più viva cordialità per l'autore al quale sarebbe stato più semplice richiederci verbalmente senza stampare altro, la ragione delle affermazioni del nostro redattore.
DE VECCHI DI VAL CISMON
UN INDIRIZZO DEI VETERANI DEL REGNO ITALICO A LUIGI NAPO­LEONE (1852). Il prof. Ersilio Michel, il quale va da tempo esaminando siste­maticamente per un suo studio sugli Esuli italiani in Francia (1815-1861) i docu­menti della Legazione di Sardegna a Parigi, conservati nell'Archivio del Ministero degli Esteri in Roma, ci comunica un interessante dispaccio del Collegno al D'Aze­glio del 16 maggio 1852 (pacco 34, anno 1852).
Nella prima metà di maggio di quell'anno, il presidente Luigi Napoleone. Bonaparte, consegnava, a Parigi, le aquile a vari corpi dell'Armata. In tale solenne circostanza veniva presentato, o trasmesso, allo stesso Presidente questo indirizzo da parte dei vecchi soldati italiani che avevano militato sotto le aquile del Primo Impero, più precisamente sotto quelle del Regno Italico:
A Luigi Napoleone Bonaparte i Veterani dell'Armata del cessato Regno d'Italia
L'aquila imperiale, a sommo delle tricolorile bandiere, oggi per Voi Svitale insegna di patria liberta e gloria per la Nazione Francese, è futura speranza de' popoli d'Italia. Al palpito del cuore per tale avvenimento, i veterani della Napo­leonica Armala del Regno Italiano non potino a meno di far eco alla gioia ed esultanza dell'esercito francese, dirigendo Ho o Nipote del Gronde, le loro felicitazioni ed auguri, rammentandovi che sono' pochi ufficiali e soldati ancor viventi che comparteciparono alle glorie e sventure di quel l'Eroe e che reclamano protezione e assistenza, giacche Dio e il nostro coraggio ci pone in grado di farlo. Tutto, o Principe, essi sperano dalla generosità vostra; mo ben altro Io Francia e l'Italia attendono dalia mente e spada dell'Erede di Napoleone il Grande.
Aggradite... .
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