Rassegna storica del Risorgimento

anno <1934>   pagina <639>
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Appunti e Notizie 639
dell'attuale trasloco, negli ampi locali della restaurata Mole Antouelliana. ed inoltre, m locali di prossima costruzione, che a cura del Municipio verranno elevati in parte dell'area che è prospiciente alla Mole e che confina con l'edificio della Con­gregazione di Carità; e probabilmente, anzi, anche quest'ultimo edificio sarà rimo­dernalo e annesso al Museo. Come ben si comprende, con tale abbondanza di spazio la raccolta del Musco potrà trovare respiro nella più acconcia disposizione; in modo particolare si potrà adottare quella disposizione secondo l'ordine cronologico, che è la più logica ed anche la più comoda per il pubblico, e che finora la ristret­tezza dello spazio aveva fatto solamente desiderare.
Mei locali di nuova costruzione potrà inoltre essere installata una nuova e necessaria Sezione del Museo: quello che si riferisce alla Rinascita Fascista. Tale Rinascita è, come ognuno sa, la continuazione storica, logica del Risorgimento, è di questo perìodo conclusivo e radioso; e perciò una Mostra del Fascismo (natu­ralmente di carattere e finalità diversi da quelli della Mostra di Roma) troverà la sua sede naturale nel Museo del Risorgimento, come nuova materia per lo studioso e nuova attrazione per il visitatore ,
Alla mostra di Torino ha dedicato sulla Stampa dell'8 aprile un interessante articolo C. A. AVENATI, (In margine al libro mastro della storia). ADOLFO COLOMBO ne ha poi parlato degnamente nella rivista Torino.
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CONFERENZE MILANESI DI STORIA DEL RISORGIMENTO. L'annun­ciato ciclo di conferenze pubbliche e gratuite promosso dal Comitato milanese della nostra società nello scorso maggio, si è iniziato nell'aula magna della R. Univer­sità di Milano con la conferenza del prof. Antonio Monti, il quale dinanzi a folto pubblico attento e plaudente, ha parlato sul tema: H grido di dolore....
L'oratore ha documentato che tutta la parte fondamentale del discorso si deve alla collaborazione di Cavour, di Vittorio Emanuele II e di Napoleone. L'accenno all'orizzonte politico fu scritto da Cavour, il brano relativo all'eventualità dell'av­venire, dominato dal pensiero della guerra, fu concretato da Re Vittorio e, sic­come tali parole parvero troppo rivoluzionarie e guerresche a Napoleone DI, questi vi introdusse il brano contenerne il grido di dolore . Il lesto francese tradotto e vivificato in buon italiano dal Massari acquistò, invece di attenuare, una straor­dinaria efficacia, ed il Re la rese ancora maggiore con la foga commossa con cui pronunciò quelle parole che costituirono la grande sfida all'Austria. Ha poi illu­strato l'oratore la trafila spirituale per cui dall'animo di Napoleone IH sgorgarono quelle parole destinate a produrre tanta commozione. Profonda impressione produsse il a grido di dolore su Pio IX, e la manifestò il giorno dopo la battaglia di Pa­lestra, esclamando, con le lacrime agli occhi : Perbacco, sono italiano . E grande ed assoluta fu hi gioia di Garibaldi, che scrisse:; :< Questa volta la vinceremo , e reclamò il Re alla testa degli eserciti.
La seconda conferenza di questo cielo consacrato alla rievocazione del 1859 è stata tenuta dal prof. Romolo Caggcse sul tema: La principessa Clotilde e il principe Napoleone . L'oratore ha ricordato l'influenza della dottrina di Mazzini sull'educazione di Gerolamo Bonaparte che, nominato deputato per la Corsica, sedette a sinistra. Egli ha poi accennalo ai suoi rapporti con Cavour, all'eroismo spiegato nella guerra di Crimea e al suo matrimonio con la Principessa Clotilde, deciso nel convegno di Plombièrcs, sul quale il Caggcse si è indugiato. Ho con­eluso, assai applaudilo, accordando gli ultimi anni di vita politica di Gerolamo e il suo triste deolino.
Numeroso intervento di pubblico ha caratterizzato anche la terza conferenza, dal prof. Paolo Arcar! consacrata ai . Cacciatori delle Alpi . Con lucida evoct