Rassegna storica del Risorgimento

anno <1934>   pagina <640>
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640 Appunti e Notizie
none, l'oratore ha tratteggialo l'opera, i fatti, Io spirito del contributo garibaldino e la fisionomia dei Cacciatori delle Alpi, soffermandosi specialmente sui fini diplo­matici, nazionali e morali della partecipazione alla guerra del *59 del fior fiore del garibaldinismo, stretto intorno all'Eroe dei Due Mondi. Paolo Arcarì è stato alla fine calorosamente applaudito.
La quarta ed ultima conferenza ( Magenta, Solferino e San Martino ) è stata tenuta dal colonnello Edoardo Scala, comandante 1*8 fanteria. L'oratore ha ricordato con competenza gli eventi della campagna del 1859, riuscendo a dare un'idea chiara dei principali fatti d'arme e dell'eroismo dimostrato in ogni, occa­sione dai soldati italiani in gara con i Francesi. Pur esaminando gli avvenimenti da un punto di vista tecnico militare, il colonnello Scala ha messo in evidenza i risul­tati anche politici di ogni singolo fatto d'arme, conclùdendo col ricordare l'im­portanza della liberazione della Lombardia nel movimento unitario italiano. Le più belle figure di comandanti e di combattenti hanno trovato nella dotta evoca­zione opportuno risalto storico, particolarmente quelle di Vittorio Emanuele II e di Napoleone III. Le tre battaglie fondamentali sono state descritte nelle loro fasi principali, con sussidio di carte dimostrative. L'uditorio numeroso in cui erano rappresentati i Comandi militari - ha applaudito caldamente l'oratore.
CERIMONIE OBERDIANE A TRIESTE. - - H 29 aprile u. s. a Trieste si sono compiute particolari solennità per le cerimonie svoltesi in onore di Guglielmo Oberdan.
Nella mattinata ha avuto luogo lo scoprimento del monumento eretto alla memoria del Martire nel porticato della Casa del Combattente. L'opera d'arte dì S. E. Attilio Selva, accademico d'Italia, raffigurante l'Eroe che si avvia al supplizio fra due alate Vittorie, è stata inaugurata alla presenza di S. A. R. il Duca d'Aosta in rappresentanza di S. M. il Re, di S. E. il gen. Baistrocchi per il Governo, delle rappresentanze del Partito, del Senato, della Camera, dell'Acca­demia d'Italia, delle sezioni combattentistiche, dei Comuni e delle Provincie inter­venute col vessillo da ogni parte d'Italia. Si calcola a 100.000 persone il complesso della folla che ha presenziato alla cerimonia svoltasi alle ore II, seguita immedia­tamente dall'inaugurazione della Casa del Combattente e della nuova sede del Civico Museo del Risorgimento. Dalla terrazza di quest'ultimo, dopoché la campana della torre dei Combattenti aveva fatto sentire i suoi solenni rintocchi e il coro dei Balilla aveva cantato l'inno a Oberdan, l'on. Carlo Delcroix ha tenuto un'elei-frizzante lucidissima commemorazione dell'Eroe, offertosi in olocausto alla Patria per la redenzione della sua città natale.
Alla fine della cerimonia il pubblico è stato ammesso alla visita della nuova sede del Museo del Risorgimento, visita prolungatasi anche nel pomeriggio, con un afflusso di oltre 5.500 persone. Cinque sale raccolgono le memorie del garibaldi­nismo, dell'irredentismo, i cimeli oberdaniani e dei Caduti dell'ultima guerra, i ricordi delle geste fiumane, quelli dei Martiri dannati e trentini, gli omaggi delle citta sorelle a Trieste italiana. Tutte queste reliquie erano esposte dal 1923 nella Villa Bosevi, insieme alle collezioni di storia patria, dalle quali ora sono state staccate per essere accolte nello salo del primo piano della Casa del Combattente, sale che sono proprietà del Comune por il contributo dello stesso all'erezione del­l'edificio, progettalo e costruito dall'ing. ardi. Umberto Nordio.
Nel pomeriggio le massime autorità cittadine hanno presenziato allo scopri­mento di due lapidi a ricordo di Guglielmo Oberdan. La prima è stata collocata nella Pia Cosa dei Poveri, auspice quella direzione che ha voluto ricordala l'operò