Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1934
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pagina
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645
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Libri e periodici 645
afoni erronee, immagini sfocate, luoghi comuni divenuti criterio di giudizio. In queste note gli Americani, alla ricerca dell'Italia, scoprono anzi tutto se stessi, quasi sì confessano e si svelano, con le loro caratteristiche psicologiche e con i loro limiti spirituali,
li*educazione puritana esercita un'influenza fondamentale; condiziona tatto il modo americano di guardare le còse nostre: vi erano tra le consuetudini italiane e le condizioni puritane delle incompatibilità troppo naturali perchè non ne nascesse un urto (p. 73). Il nome della contessa d'Albony scritto sul sepolcro dell'Alfieri, in un tempio, pareva cosa invereconda e irriverente. U baciamano, le Veneri tizianesche, le ballerine 'della Scala, sembravano indici di vita effeminata e di dubbia moralità. Thomas Jefferson nel 1785 riteneva i costumi italiani corrotti, e l'educazione arretrata rispetto a quella impartita in America. Bisogna tener conto di questo se si vuol evitare di fraintendere i giudizi espressi da la maggioranza degli osservatori.
L'elemento religioso è sovente in primo piano. Vi sono due punti di vista nella polemica su l'Italia: per i protestanti tutto va male perchè è assente la Bibbia; per i cattolici lutto è degno di lode e d'ammirazione perchè la presenza del Papato rende l'Italia il cuore vivo e operante della Chiesa nel mondo. Se poi si prescinde dalla questione religiosa, si notano meglio le due fasi tipiche attraverso le quali si svolse la concezione che dell'Italia ebbero gli stranieri: la fase archeologica (la Penisola-museo e gl'Italiani conservatori più o meno immeritevoli delle passate, grandezze), e la fase romantica (l'Italia come espressione ancor viva di una tradizione di bellezza e di civiltà, il popolo italiano a dal carattere forte e dal costume pittoresco: e attraente s.
Meno facile, almeno per questo periodo storico, trovare i segni di un profondo interesse politico- Il Marraro, in un bel volume,, ha studiato il sorgere e il vario atteggiarsi dì una opinione pubblica americana dinanzi al problema del nostro Risorgimento, ma solo dal '48 al '60- Nell'età precedente i - fatti d'ordine politico sono guardati con un certo distacco, senza un orientamento preciso, e senza una esplicita volontà di comprensione. Pontefici, principi e Stati raccolgono simpatie o antipatie, ma sono giudicati per se stessi, non per ciò che rappresentano. In fondo il repubblicanesimo degli americani, a differenza di. quello francese, non ba carattere di proselitismo. Anche per Mazzini le simpatie vanno all'uomo, all'apostolo, più che all'idea (cfr. p. 153). In questo stato d'animo dei viaggiatori americani è quasi un riflesso, una inconscia applicazione della dottrina di Monroe: l'Europa non doveva immischiarsi negli affari d'oltre oceano, ma anche gli americani non facevano pesare t loro principi politici nelle questioni interne europee. II che non toglie che, per oltre vie, magari per quella del sentimento si stabilisse: una corrente di simpatia, una spècie di affinità morale, tra gli spirili americani piò vigili e aperti e l'Italia nuova che stava nascendo. Si vedano le impressioni vive e colorite sul nuovo volto di Firenze nel '48 e, ih genere, quel sentirsi attratti verso l'anima generosa ed entusiastica che la porte giovane e migliore del popolo italiano per più segni manifestava attraverso il risveglio delle sue energie. Non si può leggere senza commozione una lettera del Greenouch su la partenza del battaglione universitario toscano che doveva combattere a Cullatone e Montanara: a In una bella mattina del ghigno, mille e ?treceni giovani uscirono dalla Porta al Prato, con mazzolini di fiori alle baionette, seguiti .dal cannone del gran Napoleone. I più, a giudicarli dall'apparenza, non dovevano avere venti anni, e pareva che partissero per una gita di piacere. Vendettero le toro; vÉe caro prezzo, e rieseirono, sia pur per un momento, a fermerò gli Austriaci. I pochi che ritornarono dall'ineguale scontro, erano un pugno di lottatori polverosi e. stanchi, seguiti da donne piangenti t> (p. 115).