Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1934
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pagina
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646
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646 Libri e periodici
Notevolissimo il fascino esercitato su gli Americani dagli scrittori, dai pittori, dai poeti; ma in tutti costoro essi cercano, olire l'artista, l'uomo. E le pagine più belle sgorgano proprio da questa intimità spirituale che una visita, un incontro, un colloquio, riescono a stabilire. C'è nn ritratto di Silvio Pellico che, nella lievità del tocco, giunge ad una penetrazione stupenda: È di bassa statura e mingherlino, un'ombra d'uomo, dai lineamenti delicati! e simmetrici, con quel tanto di corpo che è necessario per la legge di gravità ad impedire allo spirito di volare naturai* mente in aito (p. 139. È Caterina Sedgwick che scrive, la stessa che nel 1839, con una presentazione del Confolonieri, ondò a trovare il Manzoni nella quiete di Brusuglio. Ma su l'autore dei Promessi Sposi ì ricordi più. belli ci vengono dallo storico Tiknor: H Manzoni è uno spirito sensibile;... nella conversazione mostrò appunto questo carattere. Per così dire sembrava coraggioso attraverso i suoi timori (p. 142). E Margaret Juller: a Manzoni ha una efficacia spirituale nei suoi sguardi; non diversamente la Sedgwick: Manzoni ha un'espressione di bontà che colpisce .
I giudizi complessivi sul carattere del popolo italiano sono in generale più incerti e contradditori. Ma non manca chi sa reagire al vacuo superficialismo e alla facili leggende. Nel mio spirito dice il Tuckerman il carattere dell'Italiano moderno è più intimamente associato con la memoria di atti e di movimenti di simpatia, di urbanità rara e di amicizia, che con gli esempi di truffe e di mendicità, di cui i viaggiatori sembran così felici di lardellare i loro scritti (p. 239). E di .fronte ad un problema concreto, quello della volontà e della possibilità di lavoro, il Baird, nel 1837, scrive: Gl'Italiani non sono affatto quel pigro popolo che sono accusati di essere. Anzi nell'insieme sono laboriosi, frugali e pazienti. La loro natura li dirige verso l'attività, e nessun popolo al mondo dimostra altrettanta vivacità... Anche i lazzaroni di Napoli lavorerebbero se potessero trovare qualche cosa da fare (p. 236). C'è infine un'osservazione che al Prezzolini mi pare sia sfuggita, e che a me non sembra si debba trascinare. Questi Americani visitano parti più o meno piccole della Penisola, uno o più Stati dell'Italia del tempo, si soffermano con maggior compiacenza su alcuni nomini, su determinate città, su talune manifestazioni d'arte, di vita morale e sociale, di cultura. Ma sopra tutto sentono l'Italia, e l'Italia come unità, come nazione, non come paese; parlano del popolo italiano, generalizzandone pregi e difetti-, di storia italiana, e non fiorentina o veneziana o milanese; avvertono, di là dai municipalismi e regionalismi dei diversi Slati. la presenza di un unico organismo morale, di una realtà storica più viva e più salda delle numerose linee di confine e delle troppe barriere doganali.
Una nutrita bibliografia completa il volume, ed è preziosa perchè in j'ochì tratti essenziali FA, vi ha scolpito la personalità dei singoli viaggiatori con efficace e netto rilievo.
CARLO MORANDI
PASQUALE DE LUCA, / liberatori. Glorie e figure del Risorgimento (1821-1934), 4s' edizione ampliata e aggiornata da Antonio Monti : Bergamo* Istituto italiano d'Arti Grafiche, [1934], In8, pp. 374, ili. 484, tàv. 14, LI
Quattro edizioni rappresentano cerio un bel risultalo. E quattro belle edizioni, bisogna aggiungere. Carta, fac-aimili, illustrazioni, tavole, legatura fanno di quest'opera una tra le più riuscite pubblicazioni di quel signore della editoria italiana che è l'Istituto italiano d'Arti grafiche. La veste esterna è perfetta. Quanto
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