Rassegna storica del Risorgimento

anno <1934>   pagina <648>
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648 Libri e periodici
F, SERRAO DE GREGORY La repubblica partenopea e l'insurrezione calabrese contro ì Francesi: 2 voli., pp. xi-359, 396 (Biblioteca di storia e politica a cura di G. Maranini, voi, 1-2). Firenze, Nuovissima Editrice (1934).
Non ci saremmo occupati del lavoro del Serrao, se non avessimo letto, su importanti quotidiani, recensioni che hanno voluto presentare i due recenti volu-moni come la storia, attesa da tempo e finalmente apparsa, della Repubblica napo­letana del 1799. L'avere avuta la pretesa di scrivere quella storia, senza avere in proposito la preparazione necessaria, costituisce appunto il torto maggiore del Serrao De Gregori; che se egli approfondendo, però, le sue indagini con quelle ricerche di archivio, clic ha assolutamente trascurate - - sii fosse limitalo a darci nuove notizie sulla insurrezione calabrese contro i Francesi, avrebbe fatto opera meritevole.
Comunque, il concetto da cui muove il libro e le conclusioni cui FA. giunge sono, se non originali, come vogliono apparire, sostanzialmente esatte. Il Sierrao muove dalla premessa ovvia che la insurrezione delle Calabrie non è un avvenimento locale, ma intimamente legato a tutta la storia travaglia rissima del Regno delle Due Sicilie olla fine del sec. xvm e agli inizi di quello successivo.
Per comprenderla, quindi, egli è costretto a risalire molto indietro. Il 99 segnò nella vita politica italiana una crisi molto profonda; F opera e il legato dei morti della repubblica delincarono quel dissidio, insanabile tra monarchia e nazione che dominò tutti gli avvenimenti successivi nell'Italia Meridionale . Ma se i moti del 99 costituirono una preziosa esperienza politica, nella quale apparirono per la prima volta interessate masse popolari combattenti per lo svolgimento del prò-blema nazionale, l'insurrezione e reazione all'occupazione francese del 1806-7 fu, sia. pure in forma selvaggia, forte affermazione di indipendenza. I due fenomeni, strettamente collegati, concorsero efficacemente alla formazione della coscienza nazionale. La storia, quindi, che giustamente circonda dell'aureola del martirio i gloriosi caduti della repubblica, riconosce ai quarantamila Calabresi, morti com­battendo contro lo straniero non solo la legittimità della loro lotta, ma anche il patriottismo del loro sacrificio .
C'era proprio bisogno per questo che il Serrao ci venisse a ripresentare in una ricostruzione, superficiale ed inesatta, figure ed avvenimenti notissimi quali sono quelli della Repubblica del '99? Egli si sarebbe dovuto limitare a ciò che per le loro rispettive Provincie hanno fatto studiosi regionali quali, per non ricordare che due tra i migliori, il Lucarelli e il Coppa-Zuccari: raccogliere, cioè, fonti inedite locali, esplorare pazientemente ed intelligen temente gli Archivi, tentare su nuovo materiale una ricostruzione nuova dei moti delle Provincie.
Per la Calabria, anzi, qualche cosa in tal senso era già stata fatta : è di questi ultimi anni una monografia pregevole del Messina (Il 1799 in Calabria, Reggio, 1925) che credo sia completamente aconosciuta al Serrao:; certo essa non ricordata nella bibliografia, lacunosissima, riferita dal nostro. Nel primo volume, dunque, FA. ci rifa hi torio della repubblica - - che egli si ostina a nobilitare con il vecchio e romantico appellativo di a partenopea - - sin dalle origini sue più remote. Precede la trattazione un albero genealogico della dinastia borbonica, in cui oltre a nume­rosissimi svarioni, vogliamo credere di origine tipografica, (Filippo V che muore nei 1759, Ferdinando IV per Ferdinando VI, Francesco 11 che nasce nel 1833, ecc.), sono contenute frasi che fin dalla prima pagina tcstimoniuno la scarsa preparazione .storica. rIìFA.: vi 6 détto., per esempio, che Carlo fu tr ro delle Due Sicilie eoi nomo di Carlo HI mentre è ormai ben noto che quel nome il principe borbonico non assunse se non quando venne chiamato al trono di Spagna. Ma senza voler seguir Il 8. nella sua eorsa attraverso hi storia del Mezzogiorno, ci limitiamo a dire come il suo rattcoiitio si inìzi con Jftnycechiatisshno cliché, a tinte esageratamente fosche, sul predominio spaglinolo in Italia (il più tristo periodo ciré ricordi la storia